Appena si entra nella sede di Catania di Congusto, in via Alberto Mario 2, dalle parti dell’elegante Corso Italia ci si sente subito dentro una casa di marzapane. Le pareti, gli odori, i colori rivolgono l’attenzione al gusto, all’estetica dello stare bene, all’essere in un luogo molto elegante, ma senza l’imbarazzo della formalità. Congusto è una scuola di cucina che dal 2003 opera a Milano con molto successo e che lo scorso ottobre ha aperto i battenti a Catania suscitando subito grande interesse e curiosità. “Catania – spiega Federico Lorefice, anima e cuore della scuola – è una città che vive 24 ore su 24 e che del turismo goloso ha fatto la sua bandiera. Sono due anni che avevamo intenzione di uscire da Milano. Apriremo anche a Roma nel 2010, ma prima abbiamo puntato su Catania, per un discorso più a lungo termine.

E’ una città molto attenta al mondo della ristorazione e con tanti ristoratori. E’ una città di porto e di montagna allo stesso tempo.” Congusto quindi è una vera e propria scuola di cucina, dove il piacere del buono e del bello si fondono seguendo quella che è la “Fisiologia del gusto di Jean Anthelme Brillat-Savarin – racconta ancora Federico. E’ stato un appassionato cultore del bello e del buono in vari campi e settori, dalla moda al cibo appunto. Questo a cavallo tra il ’700 e l’800.” Ma chi frequenta questa scuola? Daniel Stoico, amministratore delegato di Congusto, ci racconta di come la scuola sia aperta a tutti, “da chi non sa dosare il sale a chi ha già delle esperienze, dai 20-25 anni agli over60”. Ovviamente ogni tipologia di corso è ben spiegata e quindi difficilmente un neofita seguirà i “Master” e viceversa. Attualmente i corsi sono molto incentrati sul Natale, con una attenzione particolare al cioccolato, ma anche alla birra, come idea nuova. Soprattutto corsi da 3-4 ore, ma senza che ci sia una campanella alla fine.

C’è la parte teorica con il docente che illustra le ricette e una dispensa con tutti i vari step e poi c’è la pratica, dove gli studenti si “sporcano” le mani. In alcuni tipi di corsi invece si guarda solamente, in altri si è affiancati dallo chef. In ogni caso, alla fine, si gusta ciò che si è preparato, in un momento di condivisione e piacere. Tra i docenti c’è “Pietro D’Agostino del ristorante la Capinera di Taormina e da gennaio Carmelo Chiaramonte”, spiega soddisfatto Federico. A sentirlo parlare, capisci subito che è milanese, ma a sentirlo ragionare e raccontare della sua scuola esce fuori una passionalità tutta siciliana. Infatti le origini sono quelle: padre di Ispica e madre di Agrigento: “Ho passato tante estati in Sicilia e sono nato a Milano, ma a sette mesi ero già qui. Quando mi chiedono dico subito di essere siciliano, è naturale”. Ecco, naturale. Girando tra le aule della scuola, tra cucine raffinate e banconi per impastare la pasta, la sensazione è quella di stare in un posto “naturale”, senza coloranti o additivi chimici, senza conservanti. “A gennaio partiamo con dei corsi più lunghi – precisa Federico – con gli “abc” di 4 lezioni, e arriveremo fino a 7. Siamo stati accolti in maniera molto positiva. Anche forse al di sopra di quanto ci aspettassimo in questa fase iniziale. Qui si respira l’entusiasmo della novità. Ci sono tante belle persone e tanti posti interessanti, come il ristorante-enoteca Cortile Capuana, con cui siamo praticamente gemellati e con cui faremo degli scambi interessantissimi.”