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Beatrice Antolini

Beatrice Antolini
13 novembre 2008 Rocco Rossitto

Beatrice Antolini

Il nome della band è il mio nome. Alla prima domanda risponde così Beatrice Antolini. In effetti il file inviatole è quello standard la cui domanda iniziale è: “perché vi chiamate in questo modo?”
Quale strumento suoni.
Suono parecchi strumenti. Quello che mi riesce meglio e’ il pianoforte.

Quanti anni hai?
Ho 27 anni.

Da quanto suoni con i musicisti che ti accompagnano?
Io e il fantuz da tre anni e mezzo, con gli altri da un mese.

Quanti dischi all’attivo.
Due dischi all’attivo e collaborazioni.

Quanta gente al primo concerto e dove.
Il primo concerto è stato al vapore a Mestre, c’erano più di venti persone.

Come nascono le tue canzoni?
Nascono dall’indeterminabile….

Nascono prima i testi o la musica.
La musica.

Campi di musica.
Non campo di musica, ma campo.

Il disco che ti sarebbe piaciuto fare.
Remain in light dei Talking heads.

Cosa ascolti in questo periodo, facci qualche nome
Contortions, mars, DNA, Lydia Lunch, parliaments, Funkadelic, prince, Morgan.

I-pod o stereo.
Autoradio e stereo serio.

Il genere che proprio non riuscite ad ascoltare.
Gigi d’Alessio.

Un libro che hai letto di recente.
Momo, Michael ende.

Una mostra d’arte che hai visto di recente
Una mostra sui presepi a Natale.

Ore passate davanti al pc al giorno.
2 ore

Il posto più lontano dove avete suonato rispetto a casa vostra.
Lecce.

Un posto dove non hai suonato in Italia e invece vorresti…
In Sicilia!

Una canzone delle tue che consigli a chi non ti ha mai ascoltato
Funky show!

Vino o birra.
Vino.

Che giornali leggi.
Grand hotel.

Un programma in tv.
Voyager.

Una canzone per il mattino, una per il giorno e una per la notte.
Superstition Steavie Wonder, Michelle Beatles, Dark entries Bauhaus

Vi annoiano più le interviste via email o quelle di persona.
Via mail tipo questa….scherzo!