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Al via #Bto2012. Una cosa molto bella, una meno.

Al via #Bto2012. Una cosa molto bella, una meno.
29 Novembre 2012 Rocco Rossitto

Pane pane, vino al vino: è il primo post che scrivo sul Buy tourism on line dove sono stato invitato, insieme ad altri 10 “belle persone”, a raccontare sui social questo evento. Ci hanno chiamati Storytellers, così ci prendiamo un po’ in giro e andiamo a “raccontare storie” di questo evento in veste ufficiale.

Dunque vi racconto due cose: una molto bella, e una molto brutta (almeno per me che sono stato invitato per una cosa specifica come detto sopra).

Inizio con quella molto bella. Che è veramente molto bella.

Il #bto2012 è iniziato questa mattina alle 9.15, puntuale, come da programma. Nella main hall un maxi schermo veramente utile e performante: diviso in tre parti dedica una parte ai tweet senza filtri con #bto2012, uno per le slide e uno per un primo piano di chi parla. Tre cose fondamentali.

Poi: vengono presentati tutti i panel della due giorni, dei flash per orientare i partecipanti. Non è una cosa marginale: in questi grandi convegni spesso scegli in base al titolo e a chi partecipa e altrettanto spesso prendi delle cantonate. Qui dei flash che ti fanno capire di cosa si parlerà. A presentarli uno degli speaker e dei video: altra mossa vincente. Molto apprezzata da me, dagli altri e dalla sala che applaude non solo “pro-forma”

Non ho mai visto una cosa di questo tipo: video wall veramente utile e non sono coreografia, presentazione dei panel, breve corti esplicativi dei panel. Anche se fosse stato fatto da altri prima del Bto, nulla toglie al risultato finale.

Poi, di mattina ho seguito due panel che per me sono stati molto utili, densi, e pieni di stimoli. Il primo dal titolo La squilibrata reputazione, dove tra gli ospiti c’erano rappresentati di peso di Trivago, TripAdvisor, Revinate, Kwikchex, PhoCusWrithe. Sono stati snocciolati dati, opinioni, punti di vista, scenari.

Il secondo panel, nella saletta #1 ha riguardato il turismo del futuro, dove è stato presentato il Country Brand Index, uno studio “profondo” che studia le nazioni come brand e come vengono percepite a seconda dei criteri e delle voce ben specifiche. Se detta così può far storcere il naso (ma come una nazione come brand?), lo studio ha approfondito varie macroaree quali l’ambiente, la libertà di parola, la tolleranza, il turismo, la storia. L’Italia ne esce abbastanza distrutta se non per alcuni aspetti, tra cui la storia. Se volete approfondire, il sito è www.futurebrand.com

Dopo un interessante dibattito con ospiti non banali, né scontati. Ed è emersa una necessità precisa: l’Italia non ha una strategia unica del “brand Italia” e non riesce a raccontare di sé e a raccontarsi se non per alcuni aspetti.

Mi fermo: una mezza mattinata veramente ricca, profonda, stimolante. Il mio #bto2012 in realtà era già iniziato ieri sera dove noi “storytellers” ci siamo uniti agli speaker per una cena buonissima ma soprattutto tanto “off line” fatto di chiacchiere, risate, momenti di confronto. Barriere completamente distrutte tra speakers, organizzatori e blogger. Altra cosa che capita raramente.

Fin qui, ribadisco: un’esperienza appagante. Applausi

Pane pane, vino al vino: cosa non ha funzionato fino ad adesso? Perché dirlo?

Perché farei un torto proprio a Bto che mi ha chiesto di raccontare, in maniera “not embedded” questo evento. Dunque, nessuno me ne voglia.

Iniziamo: sto scrivendo questo post nella main hall dove non volevo essere perché avrei voluto seguire altri panel nelle sale minori. Sono qui perché solo qui ci sono delle prese elettriche, e dopo il secondo incontro, il mio mac era quasi scarico. Se fossi rimasto in una delle salette dove avrei voluto si sarebbe spento tra le mie mani.

Com’è possibile non piazzare 10 ciabatte per sala per permettere di collegare i nostri pc. E’ così futuristico piazzare delle ciabatte?

Poi: la connessione. Un disastro. Inesistente per la prima parte della mattinata, a singhiozzo per la seconda parte. Avrei potuto solo ascoltare, ma sono stato invitato per fare altro: raccontare sui social media quel che sto vivendo. A singhiozzo: c’era, non c’era, c’era, non c’era. Frustrante!

Quel poco che ho potuto twittare è stato grazie alla connessione 3g che però non sempre prende. E qui c’è da puntare il dito sul mio operatore: come diavolo è possibile che Tim e Vodafone hanno campo e la 3 no? Nelle salette minori blackout totale e vicino a me altri amici che tranquillamente navigavano con 3g.

Ritorno un secondo sul wi-fi: Bto dovrebbe chiedere “conto e ragione” a chi fornisce questo servizio penoso. Bto avrebbe dovuto richiedere una parte di connessione sicura per un numero ristretto di utenti che ha invitato qui a raccontare in rete quello che succede. La penso così, penso che non sarebbe stata una cosa così complicata.

Posso capire tutte le problematiche del mondo relative a una connessione destinata ad un numero così alto di persone, ma allora meglio non fornire utente e password a tutti i partecipanti: il risultato è comunque zero connessione nelle sale, o peggio a singhiozzo

Ora sono le 15.15 e non so ancora quando riuscirò a postare questo post, perché l’unico posto dove la rete funziona bene è fuori la main hall e fuori le altre: dovrei ciò stare in aree dove nessuno parla di niente, dove non ci sono panel.

Allora pane pane vino al vivo: Bto è veramente qualcosa di prezioso, spero di potervelo raccontare live.


ps.1
Alla fine riesco a pubblicare dalla main hall, in un momento di “rete sì.2

ps.2
Sempre nella main hall il panel che non volevo seguire, ma che di fatto sto seguendo, è interessante. Titolo: OLTA, ODIO LE TARIFFE ALTE

ps.3
In refuso i trust: abbiate pietà di uno storytellers che scrive di fretta!

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