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Corruzione: il generale ammette.

Corruzione: il generale ammette.
14 gennaio 2006 Rocco Rossitto

Santo Domingo – “Nella Policia Nacional ci sono settori corrotti”. A dichiarare ciò è il Generale Bernardo Santana Pàez, numero uno delle forze dell’ordine domenicane. In un’intervista al quotidiano free-press El Dia, lo scorso 28 novembre, Paez dichiara di voler ridurre a 10 le “162 compaňias che compongono l’Istituzione” per poter permettere un maggiore controllo delle stesse. Verranno ulteriormente ridotti di numero le figure dei “capitani” che dovranno vigilare, “perché – ha insistito Paez – ciò che vogliamo è trasparencia”.

Senza entrare nello specifico il generale ha parlato di una situazione abbastanza diffusa all’interno della polizia domenicana: “In alcune situazioni si generavano vari livelli di corruzione, dunque è necessaria una trasformazione totale dell’organizzazione della polizia. I capitanes non potranno più manejar (maneggiare, ndr) soldi della polizia perché stiamo studiando un sistema di pagamento elettronico”. Il provvedimento rientra nel “Plan De Siguridad Democratica” che sta cercando di far fronte ad una situazione di illegalità e criminalità dilagante all’interno del paese. I dati, diffusi dalla Procuratoria General de la Repubblica, sono allarmanti: 347 morti per “intercabios de disparos” (sparatorie e regolamenti di conti) da gennaio a settembre 2005. 1882 le vittime per morte violenta. A settembre 134 persone hanno perso la vita per omicidio ed è da registrare una diminuzione rispetto il mese di agosto 2005 del 15%. 84 le donne uccise per feminicidios da mariti o conviventi. 579 i casi di violenza sessuale nei confronti di donne da gennaio ad ottobre, 209 in più rispetto allo stesso periodo del 2004.

Il dato si riferisce ai casi denunciati, dunque, la cifra potrebbe aumentare sensibilmente. Di queste, 327 hanno subito danni psicologici permanenti, mentre il 3% sono state assassinate dagli stupratori. Il ministro dell’Interno Franklin Almeyda, ai primi di dicembre, ha dichiarato che “1129 armi, detenute illegalmente, sono state sequestrate nei soli mesi di ottobre e novembre”. Anche la violenza minorile è in continuo aumento, soprattutto in riferimento alle “guerre” tra bande, come quella che vede protagonista i “Los Renè” che lo scorso ottobre hanno ucciso, stando alle dichiarazioni della polizia, Khaterine Paez Mejina di soli 15 anni. Altro problema su cui il “Plan de Seguridad Nacional” sta cercando di far fronte sono i traffici illeciti tra organizzazioni criminali domenicane e quelle della vicini Haiti. Il Generale Bernardo Santana Pàez e il suo omologo Haitiano, Mario Andresol, hanno in questi mesi intensificato gli incontri per far fronte, con una politica comune, alla rete di narcotrafficanti e di “ladri di auto”. Il traffico di droga è ovviamente al centro delle attenzioni del Plan. A New York, nel frattempo, si sta compiendo un processo “eccellente” che vede coinvolti, e la Policia Nacional non ne guadagna certo in immagine, l’ex teniente coronel della Polizia Nazionale Domenicana, Lidio Arturo Nin Terrero e il suo autista Tirso Cuevas.

Sarebbero accusati di far parte della rete “mafiosa” del narcotrafficante e anch’esso ex capitano di polizia, Quirino Paulino Castillo. Il 18 ottobre 2004 i due furono arrestati mentre trasportavano, in un camion di proprietà del teniente coronel, 1387 chili di cocaina. La Repubblica Domenicana, Haiti e Puerto Rico sono il “ponte naturale” che collega i traffici illegali di droga tra il Sud America e gli Stati Uniti. E’ di queste settimane la notizia che il generale statunitense John Craddock a capo del Comando sur de los Estados Unidos ha mandato al presidente della Repubblica Domenicana, Leonel Fernandez, un’ informativa “segreta” contenente delle indicazioni per la creazione di una Guardia Fronteriza per intensificare i controlli antidroga. In Repubblica Domenicana il consumo di stupefacenti è in continuo aumento, e, a quanto dichiara Josè Anibal Sanz Jiminiàn, presidente del Conejo Nacional de Drogas, ciò è dovuto proprio al ruolo che lo stato caraibico gioca nei traffici internazionali di droga. Nel paese c’è un senso di insicurezza generale.

Nella capitale tutto ciò lo si avverte maggiormente. La presenza di forze dell’ordine è minima e incontrare una pattuglia della polizia è cosa assai rara, spesso infatti, le auto vengono usate nei lunghi cortei che scortano personalità o politici. Più frequente è invece incontrare poliziotti e militari a piedi o su fatiscenti motocicli. Ci sono quartieri off-limits come quello di Capotillo, Cristo Rey o Ozama dove di sera (e non solo) camminare è pericoloso ed altissimo è il numero di “scippi” e rapine. Proprio in quest’ultimo barrio, la polizia, che da queste parti usa il pugno di ferro, ha ucciso, lo scorso 31 novembre, un ragazzo di 25 anni sorpreso a rubare in un negozio.