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La mia prima pedalata assistita

La mia prima pedalata assistita
19 gennaio 2016 Rocco Rossitto

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Flash back

Mio nonno su una stradella di campagna mi invita a pedalare piano “perché è andando piano che si vede se hai l’equilibrio o meno in bici, se pedali velocemente è più facile stare su”. Poco prima aveva svitato la rotella di sinistra e poco dopo anche quella di destra. Da quel che ricordo è la prima volta che andai su una bici senza rotelle. Non ricordo l’età, ma andai piano piano e non cascai, quella volta no.

La mia prima pedalata assistita

Il mese scorso ho (ri)avuto la possibilità di imparare nuovamente ad andare in bici. L’occasione me l’ha data Askoll azienda vicentina che produce in Italia biciclette a pedalata assistita. In mezzo tanti anni di pedalate, soprattutto come mezzo di trasporto, qualcuna per piacere e per un po’ anche per lavoro a distribuire “giornali”.

Insomma ho sempre pedalato tanto, ma non tantissimo: la bici mi è sempre servita per spostarmi e far qualcosa: non sono un “pedalatore” della domenica, né uno sportivo. Ma “semplicemente” preferisco per mille motivi (ovvi) usare la bici e non la macchina quando strettamente necessario.

Test su strada (a Catania)

Negli ultimi 30 giorni circa ho quindi avuto tra le mani a disposizione una eb1 nera e verde di Askoll e l’ho usata sia per andare a lavorare, per fare la spesa e anche per svago visto il periodo natalizio non molto freddo in città.

Catania si presta bene ad un test: gli automobilisti non ti rispettano, i freni vengono quindi messi a dura prova; la pianura è un concetto relativo, dal mare è tutta salita. Non ci sono (praticamente) piste ciclabili. Se qui vai bene in bici (assistita e non) andrai bene ovunque.

Così man mano ho segnato alcune cose a cui ho pensato anche in base alle domande che, amici e sconosciuti mi hanno fatto, sulle biciclette a pedalata assistita.

Prima però un chiarimento, una premessa, una cosa che deve essere chiara, chiarissima: non esiste una bici unica che va bene per qualunque situazione, io uso la bici come mezzo di trasporto e quindi questo il mio punto di vista, questo il mio pedalare, senza nessuna pretesa di generalizzazione che non serve a nulla. E senza schierarmi da una parte o dall’altra, nella guerra tra puristi e non delle due ruote.

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Eccole le 6 cose:

  1. No, non c’è l’acceleratore;

    Altrimenti era un motorino, magari elettrico sì, ma è necessaria la targa, l’assicurazione etc etc.

  2. La pedalata è assistita, non accelerata;

    Vuol dire che se non pedali la bici non schioda e vuol dire anche che ad ogni mezzo giro ricevi un aiuto dal motore elettrico, si muove la ruota (in questo caso anteriore) e non i pedali.

  3. In salita funziona;

    Certo, dipende dalle salite. Per chi conosce Catania: ho fatto quella di via San Giuliano con uno sforzo, ma l’ho fatta.
    Il resto delle salite non si sentono neanche. Una meraviglia assoluta. Strade che prima non facevo, adesso…

  4. Più pedali e meno ti aiuta;

    L’aiuto è proporzionale allo sforzo che fai. Magari non è così con tutte le bici, ma qui ho avuto questa netta sensazione.

  5. Non è vero che si smette di pedalare;

    Una delle “accuse/domande” rivolte è quella di pedalare meno oppure “allora prendi uno scooter”. Ammetto che anche io ero un po’ su questa falsa riga prima, ma in realtà ho constatato che ho percorso molti più chilometri rispetto ai miei giornalieri, perché con la scusa che “ho l’aiuto” mi sono mosso con molta più libertà e con molta meno fatica.

  6. La differenza c’è e si sente;

    È una e fondamentale: fai meno fatica, sudi di meno, puzzi ancora meno (soprattutto immagino in estate).
    La bici a pedalata assistita è una cosa diversa: non è una bici, non è uno scooter e neanche una via di mezza. Bisogna imparare (nuovamente) ad andarci su, ma ci si mette poco.

  7. Quanti chilometri fa?

    Non ci può mai essere risposta che va bene per tutti, perché dipende dalla batteria e dal grado di assistenza che uno mette, inoltre da quello che ho potuto provare, difficilmente uno pedala sempre con lo stesso grado di assistenza.

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La eb1 di Askoll

Credo che quanto scritto sopra valga per tutte le bici a pedalata assistita, ma chiaramente esistono tanti modelli, marche e via dicendo. Sulla eb1 di Askoll rimando a tutte le specifiche tecniche presenti sul sito.

Io ne elenco alcune che secondo me sono le più importanti:

  1. 4 modalità di assistenza, con la possibilità di disattivarle e pedalare “liberamente”;
  2. Peso: 22kg. Lo senti solo quando devi alzarla, quindi o garage o piano terra con qualche gradino. Se siete abituati a portarla su per le scale, non va bene. Per il resto, durante la pedalata, il peso non si avverte, anzi è maneggevole alla guida;
  3. Design: esteticamente le trovo molto belle e ho trovato molto comodo la configurazione unisex, senza la canna che trovo scomoda nel day by day;
  4. La batteria: ufficialmente i chilometri sono da 100 a 60 e dipende da come uno guida, dai cicli di carica della batteria e via dicendo. Quel che ho provato è che in città è praticamente impossibile restare con la batteria scarica, tranne che uno non lo voglia appositamente;
  5. Il computer di bordo: ti segnala i chilometri che puoi ancora percorrere a seconda della pedalata (per questo è difficile rimanere a piedi) la distanza percorsa, la velocità e manca però l’orologio che potrebbe essere comodo mentre si pedala. Da qui si comandano pure i gradi di assistenza, che possono essere cambiati anche durante la pedalata, in discesa per esempio conviene abbassare l’assistenza;
  6. Luci: anteriori e posteriori fissi;
  7. Cambio: automatico, non devi fare nulla, ti basta pedalare di meno o di più;
  8. La batteria: è anteriore e a prima vista sembra un mini baule, se vuoi puoi sganciarla facilmente e portarla in ufficio, ha comunque la chiave e per rubarla devono fare un bel danno, non è semplice;
  9. Tempo di ricarica: circa 5 ore da zero, 3 ore all’80%. A me è capitato di ricaricarla anche per un paio d’ore e avere quindi la tranquillità di pedalata;
  10. Waterproof. Ho beccato due volte la pioggia e nessun problema per la batteria e il suo funzionamento.

Se sei curioso di sapere di più sulla storia di Askoll c’è questo articolo di Wired Italia dal titolo “Askoll, dove le lavatrici diventano bici e scooter elettrici

Io mi sa che…

Nel mio caso una bici a pedalata assistita è qualcosa che avrei dovuto provare già anni fa. In bici ci vado a lavoro, a fare la spesa, ci esco la sera e in questo mese mi è cambiato completamente il concetto di mobilità in bici in città, quindi io mi sa che…

Scrivo su blog e riviste. Mi occupo di comunicazione e marketing sul web come digital strategist con focus sui media sociali.