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Let’s Plague a better place

Let’s Plague a better place
8 gennaio 2015 Rocco Rossitto

Dunque Plague è (quasi) perfetto.

All Plague users are connected to each other right from the start.

All Plague users are connected to each other right from the start.

Non segui nessuno, nessuno segue te. Non ci sono gerarchie, nè influencer. Non ci sono amici o follower. Non puoi taggare nessuno, nè essere taggato. Non ci sono rotture. Ci sono solo i contenuti. Se ti piacciono fai uno swipe up, se non ti piace swipe down e tanti saluti.

Crea dipendenza. Soprattutto la prima settimana.

Ancora: tu puoi anche pensare di aver creato un contenuto (foto, video, testo, link) interessante, ma non è la tua rete di relazione a decidere, ma solo chi in quel momento è connesso vicino a te e chi sta vicino a te farà swipe up diffondendo il tuo contenuto o swipe down accantonandolo. Ovviamente quel “vicino” è relativo: la prima persona connessa nei paraggi e certe volte quei paraggi sono la Slovenia, anche se tu sei in Sicilia.

Su Plague sei già connesso a tutti le persone iscritte a Plague.

Ogni persona, di base, quando fa swipe up diffonde a 4 persone vicine e così via. Un virus praticamente.
La patria del content is king. Più fai swipe up più il tuo index score cresce, più cresce più quando lanci una card il numero a cui diffondi la card cresce. Io ora ad esempio sono a 7.

È da Natale circa che ci smanetto. Mi aveva insuriosito un tweet di Zeno, poi un post su Fb definitivo di Claudia e sbang: amore assoluto. La patria del content is king.

Nei giorni scorsi ho pure creato una card (così si chiamano i contenuti) che ha preso il volo con oltre 1300 visualizzazioni e una diffusione endemica fortissima che partita dall’Europa è arrivata quasi ovunque. Beh fa piacere eccome se lo fa. Poco importa se la card era sull’importanza di non mettere il ketchup sulla pasta.

Su Plague ci sono ovviamente e di già dei topic molto forti come quelli sul cibo (appunto) o sui belgi. Sì, hai capito bene: il Belgio e i suoi abitanti sono un topic su Plague al momento perché in quella nazione si è molto diffusa l’app e quindi se quando lanci una card hai persone vicino è più probabile che si diffonda di più.

Il succo è che ci sono già tante card di gente che vuole andare a vedere questo fantomatico Belgio.

Le citazioni, come sempre, vanno fortissime. Su Plague vanno veramente molto forti.

Altro grande topic sono le card che inneggiano alla superiorità di Plague rispetto a Twitter o Facebook proprio perché ci si concentra più sui contenuti e meno su futulità tipiche (dicono) delle due piattaforme

Quindi Plague è quasi perfetto.

Qui torniamo al punto di partenza e a quel “(quasi)”. Perché come sempre la differenza la fanno le persone che usano gli strumenti e non viceversa.

Quasi perché comunque ti passano davanti le stesse banalità che spesso passano dentro Facebook e Twitter, banalità che fanno parte del genere umano. Il nostro genere. Spessissimo poi le card banali sono apprezzate dalle persone banali con altissima possibilità di diffusione enorme.

Quindi dipenderà solo da noi che siamo tipo i primo 10 o 20 mila persone su Plague (non trovo statistiche ufficiali, ma girano alcune card in merito). Ecco, chi adesso sta su Plague sta sperimentando un social appena nato, un ambiente fresco. Insomma, tra un po’, probabilmente, non ci sarà più quella adrenalina iniziale.

Nota a margine: le card dopo 7 giorni scadono, per capire come funziona ci devi stare dentro e lanciare card anche banali, se ti piace una card puoi seguirla finché sarà attiva e leggere i nuovi commenti che ti verranno notificati. Insomma, è quasi perfetto.

Scrivo su blog e riviste. Mi occupo di comunicazione e marketing sul web come digital strategist con focus sui media sociali.