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Novo Mundo XXI, l’isola che non c’è.

Novo Mundo XXI, l’isola che non c’è.
27 gennaio 2006 Rocco Rossitto

Pubblicato sul settimanale Diario.

[Repubblica Domenicana] La vogliono costruire di fronte al Malecon di Santo Domingo, a pochi metri dalla costa, modificando completamente lo skyline della prima città del Nuovo Mondo. Proprio così verrà chiamata l’isola che non c’è: Novo Mundo XXI. Il riferimento alla scoperta dell’America è chiaro e diretto. Qui è “nato” il Nuovo Mondo, qui nascerà “La Isla”. A disegnarla ci ha pensato l’architetto spagnolo Ricardo Bofill, con l’aiuto di due famosi architetti domenicani Pedro Borrell e Gustavo Luis Moré. “E’ un progetto ambizioso di rinnovamento del fronte marino della città di Santo Domingo – afferma Bonfil. Si tratta di realizzare un pezzo di città moderna, nuova, adatta alle aspettative di una isola dal gran futuro.”

Parlare di un “pezzo di città nuova, moderna” ha il sapore amaro, quasi di beffa, per le miglia di persone che popolano i barrios della capitale, senza fogne, senza acqua corrente, senza elettricità continua, senza una vera sanità pubblica. La città di Santo Domingo non ha una zona balneare: la spiaggia più vicina, quella di Boca Chica, dista una quarantina di chilometri. Novo Mundo XXI ha l’ambizione di far “bagnare” nelle acque della loro Capitale i domenicani. In più prevede di risolvere il problema pluridecennale dell’inquinamento delle acque marine che bagnano il Malecon con la creazione di una laguna. Ci saranno, inoltre, centri culturali, zone verdi, casinò, hotel, ristoranti, centri commerciali, uffici e una grande marina che potrà contenere circa 300 imbarcazioni. La società promotrice è la Santo Domingo Re-Development, Ltd, con sede legale in Canada, costituita dalla Acciona (uno dei conglomerati più importanti di imprese spagnole, ndr) e la Riccardo Bonfil Taller de Arquitetturas. A questi si affiancano altre società spagnole e domenicane. Si parla di un investimento di circa 50milioni di dollari statunitensi per circa 1 milione di metri quadri di superficie.

“Lo Stato della Repubblica Domenicana – assicurano i promotori – non dovrà investire neanche un centavos de peso”. Non tutti però vedono di buon occhio la creazione di una Isla Artificial: numerose associazioni ambientaliste e un pezzo consistente di “società civile” sta facendo sentire la sua voce. Tra la stampa c’è anche qualche parere contrario. Numerose le manifestazioni e gli incontri organizzati in queste settimane. Le “giunte municipali” dei quartieri che risiedono lungo il Malecon, nella Avenida George Washinton, hanno ufficializzato la loro disapprovazione a questo progetto presentando un documento al presidente della Repubblica Domenicana Leonel Fernandez che, invece, sembrerebbe molto favorevole alla realizzazione di Novo Mundo XXI, prevedendo introiti per lo Stato dalla vendita del “suolo pubblico” e dalla riscossione delle imposte.