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Un’ora a San Giorgio.

Un’ora a San Giorgio.
4 ottobre 2009 Rocco Rossitto

Pubblicato sul mensile Universitinforma.

Quartieri / San Giorgio è uno dei satelliti di Catania. Basta un’ora in giro per strade del quartiere per rendersi conto che questo quartiere non è stato pensato. Solo costruito.

Sono le 14.38 di mercoledì 26 agosto. Per la prima volta metto piede a San Giorgio. Per arrivarci taglio in due via Palermo e mi immetto sul Viale Carmelo Rosano. Subito mi lascio dietro le stradine strette. Proseguo. Un cavalcavia, una rotonda, un sali e scendi. Un po’ di giri e sono sulla Stradale San Giorgio. Sono in macchina e fa caldo. Il quartiere dorme, per strada c’è poca gente. E’ la prima volta che “visito” la parte sud-ovest di Catania. Qui, se non vieni a trovare qualcuno non hai motivo di venirci. Non c’è una posta, né una banca. Ci sono degli Istituiti Comprensivi, delle piccole botteghe, qualche hard discount, tre chiese di cui una in ristrutturazione. C’è la sede del Distretto Sanitario Ct2, la Usl. Di fronte all’ingresso un alto traliccio dell’elettricità che emette un rumorino leggero ma costante, a confermare che la luce passa, scorre, è presente. Di questi tralicci, girando per il quartiere se ne possono trovare alcuni. Sono alti, con una grande base, spesso sono poco protetti, i fili svettano da una parte all’altra. Più avanti uno slargo, un chiosco, qualche piccolo gioco per bambini. Poi le vie dai nomi degli uccelli: via del Passero, via dell’Airone, via dell’Usignolo, via della Rondine, via del Falco. E ancora: via della Fragola, via dell’Uva, via delle Noci e via del Nespolo. Del Rosmarino, del Bianco Spino, del Papavero. Vie che circondano i riquadri abitativi, formando un reticolo molto poco geometrico. Nel frattempo Silvia è salita in macchina. Mi guiderà per il quartiere. Vive qui da un po’, ma mi confida di non averlo mai vissuto, perché come accade “nei quartieri” si vive in strada e la strada, quando si è piccoli, può essere poco sicura. “In realtà – mi spiega – non c’è un centro, non c’è un posto che possa essere chiamato il centro di San Giorgio, il cuore di San Giorgio”. Procediamo, sempre in macchina: San Giorgio è in una collina, si sale e si scende di continuo, poi si spunta in campagna. Già, le stradine a senso unico che costeggiano il quartiere sbucano in campagna. Vicoli cechi non segnalati. Le case, una a ridosso dell’altra spesso non sono rifinite o lo sono a metà. E’ il segno, probabilmente, di una edificazione avvenuta nel tempo, senza permessi e in maniera abusiva. “San Giorgio, però, ha un sistema fognario, cosa che altri quartieri di Catania non hanno”, mi dice Silvia sorridendo. Nel frattempo scattiamo qualche foto in un piccolo slargo. E’ una piazzetta, piccola, ha la forma di un anfiteatro con tanto di spalti. Non c’è un palco, ma delle panchine in legno e ferro: hanno solo lo schienale, la parte dove ci si siede è stata portata via. La piazzetta non ha un nome, almeno non c’è scritto. C’è solo il palo, l’insegna è stata portata via, anche questa. Poco dopo incrociamo il 925. “Di linee dell’autobus – continua Silvia – qui a San Giorgio, ne passano due. Una è appunto la 925 che viene dal centro. E’ sempre strapiena e poco frequente. L’altra è la 810, ma è “interna”, nel senso che passa qui in zona, per Librino e per il villaggio Sant’Agata.” Già, Librino. Da qui, da San Giorgio, è proprio ad un passo. Con la macchina ci mettiamo qualche minuto. Attraversiamo il confine e ritorniamo. Non che sia visibile o che ci sia una linea di separazione, però lo si capisce subito che ci si trova in un altro posto. In realtà San Giorgio ha tre anime, almeno dal punto di vista urbanistico. Una prima fatta di case e casette, costruite a pezzi e bocconi, tirate su in maniera abusiva e poi risanate negli anni, una più confinante a Librino, fatta di casermoni, palazzi enormi, popolari, alcuni nuovi altri vecchi che portano evidenti tracce di deterioramento. Poi c’è la parte nord,  fatta di piccole villette singole più rifinite e curate della parte “vecchia”. Si vede che sono di recente costruzione. Girando in macchina per queste case, per queste strade e questi angoli, per questi slarghi, rotonde dalle forme poco geometriche, una cosa appare chiara, distinta: questo quartiere, come altri probabilmente, non è stato pensato. E’ stato solo costruito, cementificato. Senza nessun criterio abitativo. Solo mattoni tirati su. Non c’è nulla che faccia pensare a una forma di vita comune, alla possibilità di relazionarsi, di vivere in un luogo, non solo di dormirci. Solo case, una dietro l’altra, qualche negozio e nulla più.

San Giorgio con gli occhi del fanciullo.
La Periferica, mensile di informazione e cultura distribuito gratuitamente a Catania nei quartieri Librino, Pigno, Zia Lisa, San Giorgio, Villaggio Sant’Agata, lo scorso giugno ha pubblicato “Il quartiere con gli occhi del fanciullo”, con gli scritti dei bambini dell’ Istituto Comprensivo statale Vitaliano Brancati, che si trova a San Giorgio. Scrive Desirè: “Sono una bambina che abita nel quartiere di San Giorgio, che si trova nella periferia sud-ovest di Catania. San Giorgio fa parte della IX municipalità che è nata con il piano di urbanizzazione portata avanti negli anni sessanta e comprende una grandissima zona abitata da circa 8.000 abitanti. Questo quartiere man mano è andato a migliorare anche se, mancano infrastrutture essenziali e, il paesaggio urbano si alterna a grandi spazi vuoti e degradati[…]Secondo me nel quartiere mancano alcune cose: un ufficio postale e un corpo di Vigili Urbani di cui gli abitanti avrebbero bisogno, invece per i bambini vorrei più spazi e magari un parco giochi visto che ce ne è uno solo.” Maria Giulia: “Il quartiere dove abito dalla nascita si chiama San Giorgio. Questo quartiere è abitato da circa 5.000 abitanti, si trova alla periferia di Catania. Come tanti quartieri anche San Giorgio ha una circoscrizione comunale, da circa un mese è in funzione il nuovo poliambulatorio della USL, molto importante per il quartiere sia a livello d’immagine e anche economico. Ci sono tanti negozi, alimentari, calzature, abbigliamento… Da poco si è aperto anche un piccolo supermercato. A San Giorgio ci sono circa sei plessi scolastici (materna, elementare e media), mancano le scuole superiori.” Maria Chiara: ”Il mio quartiere è molto tranquillo, ci sono molte case private, sei scuole tra elementari e medie, cinque asili comunali, tre farmacie tre chiese un parco giochi chiamato PETER PAN ci sono molti negozi super mercati e lungo la strada principale ci sono bar pizzerie e girarrosto. Vicino al bar S. Giorgio, da pochi mesi hanno aperto un grande poliambulatorio dove ci sono: una guardia medica, un centro vaccinazione e molti dottori specialisti, insomma un piccolo ospedale.”
Su www.laperiferica.it/Il-quartiere-con-gli-occhi-del è possibile leggere tutti i racconti dei bambini su San Giorgio.