Daniel Fazio ha 26 anni, una laurea in Film&Video alla London College of Communications e in curriculum un bel po’ collaborazioni come direttore della fotografia. In Italia ha studiato per un po’ al Dams di Roma, che ha lasciato per venire nella City. Della sua Catania sente la mancanza degli arancini, della classico panino con la carne di cavallo in via Plebiscito, o del pesce fresco di Capo Mulini, piccolo borgo marinaro vicino la città. A Londra si occupa di cinema, diviso tra la regia e la direzione della fotografia. Dopo una esperienza con una società di produzione, la Film38, adesso è freelance.

Ovvero?

“Ora faccio corti, videoclip, documentari, pubblicità su internet. Mi muovo molto nella scena indipendente della città. Ho creato una buona rete di contatti che mi permettono di lavorare. Questo mi da molte soddisfazioni, non solo economiche. Potrei lavorare come assistente in circuiti mainstream, ma preferisco essere libero di fare le mie esperienze a questo livello che ad uno più basso in circuiti più ufficiali. I miei colleghi in Italia, alla mia età, non riescono a trovare questi spazi, e non certo per ragioni qualitative”

Cosa hai combinato ultimamente?

Ho curato la fotografia per un corto di alcuni studenti della Columbia University di New York, siamo stati 10 giorni a Parigi a lavorare e poi a New York. Stare a Londra vuol dire avere la possibilità di muoversi con facilità. Ad esempio, come lavoro di fine corso abbiamo girato in Israele e nel nord dell’Inghilterra.

Progetti in corso?

Certo, si chiama “The Wasp & The Caterpillar”, ovvero la Vespa e il Bruco. E’ un cortometraggio che mi vede impegnato alla regia e non solo. L’ho proprio pensato e scritto, ho trovato i fondi e tutto il resto. In questo caso alla fotografia ho avuto l’aiuto di un altro ragazzo italiano che vive qui a Londra, Ciro Candia.

Di cosa tratta?

E’ un po’ difficile da spiegare: attraverso il racconto di un fenomeno che avviene in natura racconto degli attentatori della strage del 2005 nella metropolitana di Londra. Infatti, parte del corto, è girato proprio nella metro.

E per il prossimo futuro?

Questa estate tornero’ a New York per girare il mio primo corto americano e poi ad agosto, se tutto va bene, il mio primo lungometraggio giù a Torino.