Pubblicato sul mensile Universitinforma, maggio 2009

Ernesto alza lo sguardo, sorride, il cielo è grigio, si gira e poi giù dall’half pipe, quella rampa con una parte centrale piana e le due salite che sembra un mezzo tubo. Nel frattempo dall’altra parte Mauro scende da un quaterpipe e fa un trick sul funbox. Ancora: Alex guarda tutti, si sistema il cappello, ora è il suo turno, parte e accarezza il bank con la tavola e ricade come se nulla fosse.

Gli altri, in coro, decretano con un urlo il successo o la caduta dello skater di turno. Ernesto Carta, Mauro Caruso, Alex Migliorino sono solo tre dei ragazzi che il sabato pomeriggio si ritrovano al Parco Gioeni di Catania, nell’unico skatepark fisso in Sicilia: sono giovanissimi, ma hanno già stile e personalità.
Ernesto ha 22 anni e qui è uno dei più grandi, è al terzo anno di Giurisprudenza e, a differenza degli altri ragazzi, non sembra neanche uno skater, eppure ci va giù di brutto. Ha iniziato a 16 anni comprando la prima tavola e non ha smesso più. Lui è stato uno di quelli che questa pista l’ha vista nascere.

«Prima – racconta – andavamo in piazza Europa. Da quando piazza Europa non esiste più, siamo stati al parco Falcone, a Vulcania, allo Squib e in giro per la città. Ma da quasi un anno, dallo scorso agosto, abbiamo questo skatepark che è l’unico della Sicilia. A Palermo, ad esempio, hanno solo una mini rampa fissa. Durante la costruzione, venivamo qui ogni giorno e siccome gli operai non avevano idea di cosa stessero facendo siamo intervenuti dandogli dei consigli, chiedendo ad esempio che il funbox non fosse solo un blocco di cemento all’interno della pista, ma che avesse i quattro lati per salire e scendere».

Quando parla, quando è sulla tavola, quando dà consigli agli altri skater, traspare chiaramente come per lui lo skate «non è solo uno sport, ma uno stile di vita. Tutti ora indossano scarpe da skate, ma quelle servono per skatare, e non per andarci in giro».
E quando vede i suoi amici scendere giù dalle rampe, insiste «Claudio, Adriano, Arturo, per citare solo alcuni, e tutta la scena qui a Catania è in crescita, sia in quantità che in qualità. Ogni sabato ci sono circa 50 ragazzi che vengono alla pista, non tutti con assiduità, ma comunque c’è movimento. La vittoria di Mauro poi ci ha dato una visibilità maggiore».

Già, Mauro. Lo vedi in faccia e capisci subito che i suoi 19 anni li dimostra tutti: sguardo spensierato, sorriso, capelli scapigliati con qualche ciuffo che copre la fronte. Poi però lo vedi sulla tavola, elegante, morbido, senza sbavature. Lo vedi fare i suoi trick (le manovre con la tavola) e capisci che qualcosa non torna. Quel qualcosa è che lui è il campione italiano in carica. Lo scorso dicembre al Cis, Campionato Italiano Skateboard, organizzato dalla Skateboard Society e tenutosi Milano, li ha stracciati tutti.

«In quella run di un minuto, è andato tutto bene e ho vinto – spiega -. Comunque, non è detto che vinca sempre il migliore. Ci vuole anche molta fortuna».
E qui, quando parla, ritorna il ragazzo di 19 anni, anche un po’ timido e modesto. Poi continua a raccontare: «C’erano un centinaio di iscritti e, batteria dopo batteria, sono rimasti solo quelli che in pista eseguivano le migliori performance». La categoria è quella senior, poi c’è la junior e per la prima volta quella femminile. In pratica la cosa funziona così: in una run di un minuto circa lo skater può fare quello che vuole in pista, l’esecuzione, la spregiudicatezza, e il fatto di fare tutto bene e senza errori permettono di andare avanti e vincere. «E io ho vinto», aggiunge Mauro ridendo.
Sullo skate c’è salito a undici anni chiedendo al padre una tavola. Ha iniziato a Motta Sant’Anastasia, dove è nato e dove vive, e ora invece lo chiamano un po’ ovunque per manifestazioni e sponsorizzazioni. L’estate infatti è il periodo migliore per skatare. «Quando piove – precisa Ernesto – è impossibile andare sullo skate».

Intanto gli altri vanno su e giù a turno dalle rampe, qualcuno cade, qualcuno fa qualcosa che gli riesce bene e parte l’applauso. Capita qualche scontro, ma il tutto va avanti con movimenti che sembrano coordinati. Sulle loro facce le smorfie quando cadono, o l’esaltazione quando la tavola resta incollata ai piedi in un salto. Lo skate è uno “sport” individuale, ma guardandoli ci si rende conto che è dalla condivisione che questi ragazzi traggono le soddisfazioni più importanti.

Tra loro c’è Alex, 15 anni, all’attivo due piedi rotti grazie allo skate. Faccia pulita, sguardo timido che nasconde sotto il cappello messo un po’ storto, pantaloni strappati, una maglietta bianca con scritto “I Love London” e una serie di evoluzioni sulla tavola da far girare la testa. Poi si ferma e racconta: «Il mio trick preferito e fare un 180° dalle scale. Ho iniziato tre o quattro anni fa ad Acireale, ma le mie origini sono inglesi e forse è per questo che lo skate mi piace moltissimo, lì ci sono molti più spazi. Prima dello skatepark di Parco Gioeni andavamo in giro per Catania. I miei posti preferiti erano i portici di via Vincenzo Giuffrida e un posto vicino Vulcania che noi chiamiamo “3spazio3” perchè ci sono tre scale molto interessanti da usare». Quando gli chiediamo chi sia il più forte tra gli skater di Parco Gioeni, non esita un secondo e indica Mauro perché «lui è su un altro livello».

Intanto sempre più ragazzi arrivano, il cielo è ancora più grigio e c’è anche qualche bambino accompagnato dai genitori, con le protezioni ben messe, piano piano prova, cade, si rialza. Guarda verso di loro, gli skater, poi guarda la mamma e dice: «Diventerò mai così bravo?».

Il vocabolario per chi vuole cominciare

Se siete agli inizi e non sapete bene che parole usare, su www.stmweb.it/skate/vocabolario.php trovate un vero e proprio vocabolario. Ad esempio: Trick, “Un trick è qualsiasi manovra effettuata su uno skate”. Funbox, “Ogni varietà di box con superfici grindabili e slideabili”. Half pipe, “Una rampa con la parte centrale piana e due salite che diventano verticali. Una specie di mezzo tubo”. Quater pipe, “Una rampa con una sola salita, che se ne avesse un’altra di fronte sarebbe un half pipe o mini ramp”. Ollie, “È la manovra base dello skate e la più importante. Facendo leva sul tail, premendolo con il piede di dietro e portando quello anteriore in avanti si ottiene l0elevazione totale dello skate”. Bank, “Una superficie inclinata su cui salire”.

I negozia Catania

Tavole, accessori, magliette, cappelli e quant’altro per skatare? A Catania potete andare da: “Ivory Shop”, sia nel nuovo negozio di via Croficeri 79, sia nell’outlet di via Vittorio Emanuele 237; “Dna Shock”, in via Morosoli 21; “Skate” in via Caronda 44/46. “Windsurf Center” in via Milano 4; “W Point”, in via Vittorio Emanuele Orlando 15. “Spin Out”, in via Francesco Riso, 52/54.