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Lungo la Strada del Prosecco Superiore

Lungo la Strada del Prosecco Superiore
28 settembre 2016 Rocco Rossitto

In una la forbice, nell’altra il grappolo d’uva appena raccolto. Le mani di Cesare danzano veloci tra la vite e le foglie. È una calda giornata di fine settembre e la vendemmia, che qui chiamano eroica, è appena iniziata. Nei giorni scorsi ha fatto un po’ di pioggia, ma ora il sole riscalda. Cesare si ferma e mi risponde: “Da quanto faccio vendemmia? Non lo ricordo, da quando non ho memoria. 5 o 6 anni, andavo con il nonno”. Quanti anni abbia Cesare non ha importanza, ne ha abbastanza per raccontare con un semplice sguardo quanta ricchezza e fatica esprime la sua terra.

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Vendemmia eroica da queste parti. Una zona di importanti colline, alte al massimo 500mt sopra il livello del mare, ma con delle pendenze coraggiose, eroiche appunto. Qui le chiamano “rive”, ci coltivano le uve da secoli e la prima attestazione riguardante il Prosecco risale al 1772. La raccolta avviene a mano certo, rigorosamente a mano. Un po’ per scelta un po’ per necessità. Semplicemente: sono troppo ripide per poter pensare di farci arrivare qualunque mezzo. Allora su con dei cesti di vimini in passato, con dei secchi e cassette oggi. Si raccolgono le uve e si trasportano nel punto più vicino dove un piccolo trattore può raccoglierle e trasportarle. Oppure, con la teleferica (o con la monorotaia): quando la ripidità è estrema e anche il trasporto a mano diventa impossibile.

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Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Susegana, Tarzo, San Pietro Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Cison di Valmarino, Follina, Miane, Farra di Soligo, Vidor e Valdobbiadene: la Denominazione di origine controllata e garantita di Conegliano-Valdobbiadene è racchiusa nei territori di questi 15 comuni che vanno da Conegliano a Valdobbiadene.

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Qui si snodano i 120 chilometri de “La strada del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene” che quest’anno compie 50 anni ed è la più antica strada enologica d’Italia. Nei giorni di percorrenza, grazie alla pazienza e caparbietà di Silvia (che lavora per il Consorzio e mi ha invitato a raccontare sul mio canale Instagram questi luoghi) li ho quasi percorsi tutti scoprendo questo fazzoletto di terra in provincia di Treviso e a 50 km di Venezia. Colline su colline (in corsa per diventare Patrimonio Unesco) dove il segno dell’uomo è integrato perfettamente con la natura, dove il viaggio enologico si sposa perfettamente con quello alla ricerca di piccoli luoghi discreti, silenziosi testimoni del passare del tempo. Come Rolle, frazione di Cison Di Valmarino che il poeta Andrea Zanzotto descrisse così: “una cartolina inviata dagli dei”. E ancora, lungo la strada, il Molinetto della Croda a Refrontolo, la chiesa di San Pietro di Felletto, l’abbazia di Santa Maria di Follina, l’oratorio di San Vigilio a Col San Martino; Serravalle a Vittorio Veneto e molti altri piccoli tesori che completano un microcosmo dove facilmente poter ritrovare ricordi e silenzi.

 

Silenzi che caratterizzano le 43 “le rive” su cui si arrampicano i filari. 7191 ettari la superficie di produzione e 83698000 le bottiglie prodotte. I dati, forniti dal Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, si riferiscono al 2015. Per il 2016, parlando con chi fa la vendemmia, le aspettative sono buone sia in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi.
All’interno di quest’area di eccellenza c’è poi, piccolissima, una area ristretta ancor più di qualità. Si chiama Cartizze e la si ritrova tra le colline di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, località che appartengono al comune di Valdobbiadene. I 107 ettari di Cartizze producono il Prosecco Docg più pregiato, regalano panoramiche delicate.

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Tra un filare e l’altro, tra una collina ripida e una super ripida, non ho resistito all’assaggio dei chicchi di Glera, Verdiso, Bianchetta o Perera. Queste le varietà che, con le dovute proporzioni, sono ammesse dal disciplinare rigido della Docg. Questi i vitigni da cui ho assaggiato chicchi dolci pronti ad essere raccolti, in attesa della primavera quando si stapperanno le nuove bottiglie del Prosecco Superiore per poter aver la scusa di ritornare tra queste colline.

ps. In tre giorni di ho scattato più di 1000 foto. Tra quelle selezionate alcune sono state pubblicate sul mio profilo Instagram, altre sono qui presenti in questo post e una terza ed ultima parte verrà pubblicata, insieme ad un video, spero il prima possibile.

Scrivo su blog e riviste. Mi occupo di comunicazione e marketing sul web come digital strategist con focus sui media sociali.