In Italia almeno, Google+ ha introdotto qualcosa di nuovo. Non si dirà più “diventiamo amici su Google+“, ma CERCHIAMOCI. La polisemia è di quelle che fanno smuovere qualcosa dentro: entriamo nella stessa cerchia, troviamoci insieme nello stesso posto. Dove sei? Cerchiamoci su Google+ domani, ok? Cerchiamoci, per stare insieme…

Se quel “diventiamo amici” sembrava qualcosa di insuperabile (ovvero Facebook sembrava insuperabile) ecco che in un sol colpo e a pochissimi giorni dal lancio di Google+ qualcosa è già cambiato. In rete chi sta potendo testare il nuovo social network, io ad esempio l’ho provato un po’ stanotte e stamattina appena sveglio, sta già capendo che l’idea di base di dividere in “cerchie” le persone con cui si stringe una relazione sul social network ricalca in parte quello che accade nella vita reale: dove io conosco tante persone, ma non tutte sono realmente “amiche”, e anche gli “amici” non sono sempre e comunque le persone a cui voglio dire determinate cose, o a cui determinate cose che io ho da dire interessano.

Ai miei amici con cui sono cresciuto e con cui basta una parola per farci ritornare indietro e ridere per ore, non interessa nulla di #Hashtag per cui il mio status su facebook o su twitter che ne ha uno, o che comunque parla di cose lontane da loro li lascia indifferenti. E così all’infinito.

Google+, poi, è già riuscito a farsi desiderare con la storia dell’invito, anche se ci sono già modi per aggirare le barriere e grazie ad uno di questi che sono potuto entrare: entrando si è quindi “dentro”. Altra funzione che segna una netta differenza tra “chi è dentro” e chi è rimasto fuori. Chi lo è quando potrà entrare avrà un gap da colmare e avrà bisogno di riferimenti a cui chiedere info su come utilizzare il nuovo strumento. Qualcuno che possa “orientare” il tuo modo di stare su Google+. Un “trend GOOGLE+ setter”. Non a caso tutti i miei “cerchiati” sono “amici” entrati prima di me e mangiano pane e web dalla mattina alla sera. O quasi…

E ora? Previsioni è difficile farne, come circostanza impone, ma MAI DIRE MY*, Myspace docet…

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*CIT. G.INFRANCA 🙂

ps.
Grazie a Google+ ho dormito pochissimo stanotte e arriverò in ritardo ad un appuntamento tra poco! Se anche il mio blog fosse a cerchie, questo ps. lo farei leggere solo alla persona che mi vedrà spuntare in ritardo.

PS.2
Non funziona il tasto mi piace, ma ora è troppo tardi per sistemarlo 🙂

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Aggiornamento, ore 15 e 21.
Stamattina ho scritto questo post e nella prima parola del titolo ho scritto “CHERCHIAMOCI” invece di “CERCHIAMOCI”. Il refuso, che in realtà è un errore, non è stato visto da nessuno se non da un utente su google+. Prima Angelo ha commentato nel post entrando nel merito, il che vuol dire che l’ha letto veramente. E non condivideva molto quello che avevo scritto. Poi Alessandro, lo ha rilanciato proprio su google+ dicendo che gli piaceva e che lo condivideva nel merito. Circa 10 persone hanno messo un “like” sul post. Insomma, un po’ di movimento, ma nessuno che ha visto “la vergogna”. Solo un utente, che ha commentato la condivisione di Alessandro l’ha fatto notare. Come dire, siamo tutti un po’ distratti…

ore 15,38. Aggiornando l’articolo scompaiono i “likes”. Si ringrazia lo sviluppatore del plugin e/o facebook per così tanta stabilità (sic!)