Il segnale stradale quadrato piantato su un palo di ferro raffigura una strada che si restringe, con un sola macchina al centro. Sopra c’è invece il classico segnale triangolare con la strada, appunto, che si fa più piccola. C’è poi un altro segnale, sotto quello quadrato: c’è scritto Einbreið brú. Sotto ancora la traduzione in inglese: One lane bridge. Sotto ancora il cartello: 500 m. In pratica è un avviso con quattro cartelli e un solo messaggio.

Dopo 500 metri la strada confluisce proprio in una unica corsia. Le macchine possono passare solo in un senso di marcia. In due contemporaneamente non ci stanno.

Il ponte è lo Jökulsárlón Bridge. Attraversandolo ti permette di vedere da un lato la laguna di Jökulsárlón e dall’altro la Diamond Beach. È uno dei luoghi più turistici d’Islanda perché è uno dei luoghi più suggestivi, si trova proprio sulla Strada 1, la Ring Road che permette il giro completo dell’isola.

Il ponte fu costruito tra il 1966 e il 1967 e prima si guadava con un battello.


Einbreið brú / One lane bridge / Ponte ad una corsia


Sono 654 i ponti a corsia unica in Islanda su un totale di 1.186 secondo la Vegagerðin, l’Amministrazione islandese delle strade, con un dato aggiornato al 2023. Molti furono costruiti quando il traffico era decisamente più limitato e rappresentavano una soluzione più economica e meno invasiva per attraversare fiumi e pianure glaciali. Ancora oggi, 29 di questi ponti si trovano proprio lungo la Ring Road, che chiunque vada in Islanda percorre anche solo in parte.

Lungo i 2.007 km da noi percorsi, da Reykjavík a Stokksnes e ritorno con giretto nella penisola impronunciabile di Snæfellsnes, a ovest, ne abbiamo incontrati svariati: alcuni in legno, altri piccolissimi, alcuni più solidi e altri traballanti.

Andres per 25 anni ha allevato con non poca fatica e tanto amore mucche, pecore, cavalli e altri animali. A un certo punto era stanco e il turismo era a un giro di boa. In estate il numero di stranieri cresceva sempre più, così, prima del Covid, decide di riconvertire una delle vecchie stalle in una delle tantissime guesthouse che si trovano in Islanda. A lui, che ci accoglie per un check-in di persona, chiedo, tra le mille cose che vorrei chiedere, come mai ci sono delle macchine così grandi e delle strade così piccole come la numero 1, la più importante e strategica del paese, e come mai poi esistono questi ponti a una sola corsia.

Andres sorride e mi dice che il motivo per cui le strade sono piccole ed esistono gli Einbreið brú è che “In Islanda siamo pochi. Non abbiamo bisogno di strade grandi e ponti a due corsie”.


Rocco Rossitto

Ho avuto quarant'anni ma poi ho smesso. Questo è il mio sito ;-)

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