Disclaimer: se non conosci questa rubrica, leggiti la premessa.

Alessandro Pancosta è un ex-giovane di belle speranze. Ora che le belle speranze sono andate via gli è rimasta solo la ex-gioventù. Terrone di Puglia, proviene da un paese che mi ha detto mille volte, ma che io non ricordo mai, e faccio pure finta di sapere dove sia ogni volta che viene fuori o che lui mette foto da terrone che torna in terronia col pulman.

E’ un grafico e qui ne avete le prove: alkoipa.com. L’ho conosciuto su twitter tramite un amico in comune, Giovanni. Giovanni una volta mi dice una cosa del genere (non metto le virgolette, immaginatele): ho parlato con un amico su twitter e dice di conoscerti, che ti segue. Vabbè, uno stolker ho pensato. Poi l’ho conosciuto e ho avuto conferma, era uno stalker.

Ha iniziato a rompere e a parlarmi del suo progetto legato al mondo della bicicletta, si chiama Io non inquino. A quel punto ho capito che era sì uno stalker, era sì un ex-giovane, era sì uno che aveva perduto le belle sperenze, ma era uno tosto, tostissimo.

Tutto il resto è storia quotidiana, ma non è che a voi possa fregare qualcosa. Su twitter lo trovate come @alkoipa. Mentre se andate in bici, se vi piace la filosofia dietro il ciclismo urbano e tutte queste menate, inforcate la macchina fotografica (ovvero il vostro smartphone), scattatevi una foto, o scattate una foto alla vostra bici e taggate su twitter o su instagram #iononinquino.

Quando sono andato a Torino, città dove Alessandro vive, lavora e rompe le balle con Io non inquino, mi ha pure prestato una bici con cui sono caduto per via di quelle stradacce del nord. Ma tranquilli non mi sono fatto nulla e ho pure salvato la bici. Alessandro poi ha altri progetti, ma quelli scopriteli da soli.

E adesso l’intervista, di Alessandro Pancosta

(Nota: l’hai letta la la premessa? Alle risposte rispondo io, Ale fa le domande.)


Rocco, qual è la tua giornata tipo e cosa fai quando non lavori?
Non ho una giornata tipo, perché non ho un lavoro tipo. Quando va bene vado in ufficio e sto tutto il giorno al computer. Però immaginavo questa tua “domanda della mamma” e qualche settimana fa, preventivamente avevo scritto questo post.

Quando non lavoro invece di solito sono dal meccanico ad aggiustare la macchina.

Qual è l’articolo che avresti voluto scrivere e quello invece che ti piacerebbe scrivere.
Me la cavo così: avrei voluto scrivere tanti articoli che citarne uno sarebbe riduttivo. In pratica ho declinato la risposta che mi sono sentito dire tante volte quando intervistavo gruppi musicali e chiedevo quale disco avrebbero voluto incidere.
Un pezzo che vorrei scrivere invece, potrebbe essere, tra i tanti, un’intervista doppia al Kevin Systrom e Jack Dorsey.

Il podio delle tre cose più importanti per te.

Al terzo posto: beh, la mamma.

Al secondo posto: ma mi sembra evidente, la mamma.

Al primo posto: and the winner is, la mamma.

Rimpiangi qualcosa?
Sì, preferisco avere rimpianti che rimorsi.

Perché la Juventus?
Dai Ale, perché farti del male tu con questa domanda. Tu che tifi Inter. Comunque, la Juventus perché è semplicemente la squadra “più meglio assai che c’è”.

 


Rocco Rossitto

Ho avuto quarant'anni ma poi ho smesso. Questo è il mio sito ;-)

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