Già, ho scritto pure recensioni di libri. Pochi in realtà. Comunque eccole, in unico post, dritte dritte dal vecchio blog.

AA.VV United Stories of America 21 scrittori per il 21° secolo

Minimumfac 421pp, 16 euro

Minimumfax porta in Italia la corposa raccolta United Stories of America 21 scrittori per il 21° secolo. Il merito è della rivista inglese Granta che già nel 1983-1993-2003 aveva pubblicato tre raccolte di autori inglesi e che nel 1996 aveva riproposto l’operazione in salsa a stelle e strisce. Nel 2006 la seconda edizione, che ora, appunto, sbarca in Italia. Gli autori tutti giovanissimi, sotto i 35 anni. Sconosciuti (o semi sconosciuti), ma non acerbi. Molti nati sotto un cielo diverso da quello americano, ma che poi li ha visti crescere. L’essere inseriti in queste raccolte, pare, porti bene alle future carriere dei giovani scrittori. Le storie? Alcune più lunghe, altre brevi, alcune belle, altre di meno. Se la lettura non è un esercizio di stile, provare non nuocerà certamente alla vostra salute.

Carta – Cantieri sociali


Fabio Stassi. E’ finito il nostro carnevale

[Minimumfax, 250 pagine – marzo 2007]

Pagina dopo pagina, il profumo di un calcio che non c’è più. Con i suoi valori e i suoi ideali. Metafora di un mondo perduto.

Un romanzo che s’intreccia con la storia, quella del Novecento, che viene raccontata attraverso la vicenda di Rigoberto Aguyar Montiel, anarchico e rivoluzionario di quelli di una volta, in carne e parole. Un po’ reale e un po’ letterario. Sullo sfondo, talvolta, in primo piano, spesso, il calcio nella sua espressione più alta, la coppa del mondo, che a quei tempi era ancora la gloriosa Coppa Rimet, la Diosa.

Il resto è infarcito del fascino romantico di chi ha lottato contro il brutto del Novecento a cavallo tra i due mondi, il Sudamerica e l’Europa. Pagina dopo pagina, il profumo di un calcio che non c’è più. Con i suoi valori e i suoi ideali. Metafora di un mondo perduto. Il nostro.

Carta – Cantieri sociali


Con un altro obiettivo. Il cinema tra arte e politica

[Minimum fax] 316pagine, € 12,60

Che il cinema si sia diviso, nelle sue espressioni più alte, tra “arte e politica” è indubbiamente fuori discussione. Così la collana Cinema della Minimum Fax si arrichisce di un prezioso tassello: una ventina di interviste della rivista americana Cineaste pubblicate tra gli anni settanta e i novanta.

L’elenco degli autori è corposo, alla bellissima Jane Fonda in foto segnaletica spetta la copertina. “Poi” tocca a Costa Gravas, Akira Kurosawa, Peter Greenway, Spike Lee, Susan Sarandon, Abbas Kiarostami, Oliver Stone, Ken Loach ed altri ancora. La parole scorrono curiose, una distesa di idee e di sguardi sul (proprio!) cinema, che è un po’ come esserci stati in quei momenti, su quei set.

Dice Costa Gravas (autunno 1983): “Non so se è possibile cambiare le idee politiche della gente con un film, ma è possibile avviare un dibattito politico”

Carta – cantieri sociali


Philippe Vasset IL GENERATORE DI STORIE

Minimum Fax, 96p. 10 euro

Come in ogni buon giallo che si rispetti, nelle ultime pagine il colpo di scena sorprenderà il lettore, non per svelare il colpevole o per salvare l’innocente accusato, ma per ribaltare completamente la prospettiva che vi ha accompagnato nella lettura. Nessuna paura, non vi è appena stato svelato il finale, ma solamente il fatto che alla fine troverete la quadratura del cerchio di una lettura piacevole e rilassata. La corda resta abbastanza tesa per tutte le pagine, senza spezzarsi. Già da subito il testo si sdoppia in due tragitti che non divergono del tutto né convergono in toto. La spina dorsale di queste pagine rispecchia la vita del suo giovane autore che per alcuni anni è stato un detective che indagava sulle multinazionali in Africa. A morire non sarà dunque nessun personaggio, ma…

Carta – Cantieri sociali


La Libreria del cinema

Trastevere. Vicoli fioriti e stradine piccole. E’ in questo set che nasce la Libreria del Cinema, febbraio 2005. Nasce dalle ceneri della storica Libreria delle Donne, che aveva chiuso qualche tempo prima. Tra i soci (17 in tutto) nomi interessanti: Domenico Procacci (boss della fandango), Giuseppe Piccioni e Antonello Grimaldi (registi), Ludovico Einaudi (musicista), Jasmine Trinca (attrice). Il focus, ovviamente, è dedicato al cinema. Ogni libro pensabile e in commercio sul cinema lo si può trovare. Ma anche riviste e dvd, tanti dvd. Parola d’ordine resta comunque la qualità (ad esempio è possibile trovare la costosissima collana Raro Video). Rigenerata la mente e la vista, il corpo può essere adeguatamente attenzionato nella “caffetteria” (insalate varie, tortillas buonissime, risotti neri ai gamberi, vini). Frequentissimi gli incontri e le presentazioni di libri, video e documentari. Inoltre le pareti mensilmente ospitano mostre di artisti e fotografi affermati ed emergenti. Ciak si gira…

Via dei fienaroli n. 31/d – 00153 Roma
tel/fax 06/5817724 – info@libreriadelcinema.roma.it
www.lalibreriadelcinema.roma.it

Rodeo.


Kurt Vonnegut – Un uomo senza patria

[Minimum fax, 11,50€, 116pagine]

C’è una America che resiste alla deriva imperialista e guerrafondaia targata George W. Bush? La risposta è certamente sì e tra questa parte resistente c’è un simpatico ed ironico vecchietto di ottantatreenni di nome Kurt Vonnegut. In molti lo conosceranno come uno dei grandi maestri della letteratura americana grazie anche a libri quali Mattatio n°5, Piano Meccanico, Ghiaccio-nove ed altri. Un uomo senza patria è la raccolta di articoli pubblicati dal settimanale radicale In These Times. Gli interventi sono carichi di sarcasmo e realismo. Il pregio di questi scritti è la colloquialità. Sembra più una chiacchierata con l’amico Kurt che ci racconta alcune cose allucinanti, che tutti magari già sappiamo, ma che a vederle scritte (e in America già vendute in circa 350.000 copie) danno un senso piccolo di consolazione.

Carta – Cantieri sociali


James Brown I feel good. L’autobiografia

[Minimum fax, 13€, 226pagine]

James Brown sta tutto lì, in quel battito funk, in queste pagine in cui racconta e si racconta con stile semplice e diretto. In cui mettere nero su bianco il suo essere “Black”, il suo valore aggiunto nei confronti di tutto e tutti. Dentro L’autobiografia c’è veramente se stesso, da Elvis che lo copia a Jagger che ha paura di suonare dopo di lui. Ci saranno anche cose “verosimili”, ma indubbiamente c’è la passione e c’è tanto cuore e soul. C’è la rabbia e la miseria della gioventù, c’è la gloria del successo. Ci sono le sue radici: “la musica non si limitava a parlare di ribellione, la musica era ribellione”. E ancora: “per capire da dove nasce la mia musica si deve capire da dove vengo”. Per dirla con parole sue: “in definitiva non c’è in gioco la musica, qui c’è in gioco la vita”.

Carta – Cantieri sociali


CHARLES BUKOWSKI
– Il primo bicchiere, come sempre, è il migliore.

[Minimum fax, 12,50€, 225pagine]

Il buon vecchio Bukowski ne sa una più del diavolo e continua a puzzare di alcool e di vita vissuta anche dopo la sua morte, marzo 1994. Dodici anni dopo, marzo 2006, Minimum Fax fa uscire in Italia questa raccolta di poesie composte tra gli anni settanta e gli anni novanta. In realtà è una parte di quella grande antologia che è Open All Night. Qualcuno potrebbe affermare che si tratta del Bukowski minore (quello delle lettere e delle poesie). Poco importa, “Hank” non si smentisce e snocciola una serie di “liriche” poco vicine alla poesia con la P maiuscola ma molto “bukowksiane”. Da apprezzare il testo originale a fronte che permette paragoni e divagazioni. Qui si cantano eccessi, cazzotti in faccia e amori perduti senza rigor di logica. Per fortuna. Ed è un gran bel leggere.

Carta – Cantieri sociali


Fottuto Hank

Verrebbe da dirgli: “Fottuto Hank, puzzi ancora di alcool!”. Dopo la lettura de Il primo bicchiere, come sempre, è il migliore (Charles Bukowski, Minimum fax, 12,50 euro) è questo l’odore che ti rimane addosso: alcool e brandelli di vita, cazzotti, scopate e corse di cavalli. Le liriche sono parte di Open all night, antologia di poesia scritta a cavallo fra i ’70 e i ’90 e il testo originale a fronte permette, a chi può, di divagare nell’autentico. Bukowski non si smentisce alla faccia di chi considera il vasto repertorio di lettere e poesie qualcosa di “minore” rispetto ai racconti e ai romanzi. Tutte balle, da queste pagine trasuda tutto il grasso “bukowksiano”: “Ma non volevo una semplice / chiavata / volevo sfoggiare le mie / qualità. / sentivo di avere braccia grandi, / muscoli, no?, / e gambe possenti / che non so come ci ero nato e sentivo anche di avere / cose interessanti e insolite da dire, / così andavo avanti in dietro in mutande tracannando bicchieri / versando bicchieri, facendomi buchi nella canottiera con la brace della sigaretta / ma lei continuava a starsene / lì”.

Rodeo.


Luigi Garlando NOSTRA SIGNORA DEL DISCHETTO

Kowlaski Editore, settembre 2005
pp. 257, euro9

Insomma, quel rigore dato alla Juve c’era o no? E’ una domanda, questa, che in 75 anni di campionati di calcio, i tifosi italiani, di padre in figlio, hanno prima sentito dire e poi a sua volta formulato. Perché la Juve ne ha avuti ben 452. Quanti regalati? Quanti dubbi? Quanti sacrosanti? Per rispondere a queste domande, in maniera “scientifica”, ci ha pensato Luigi Ghirlando, spulciando tutte le cronache della Gazzetta dello Sport riportando, con metodo e disciplina, le cronache di quei rigori. Un lavoro meticoloso, simpatico da leggere. Alla fine poi vengono riportate tutte le statistiche possibili. Il tutto, si capisce, e’ farcito con ironia, come ammette lo stesso autore nella quarta di copertina: “Senza dimenticare che si tratta di un gioco. E che l’ironia e’ di rigore”

Carta – Cantieri sociali


Ernesto Parlachiaro – Candido o del Porcile dell’Università italiana.

Storia vera di un cervello senza Padrino
[Limina, 12,50€, 72pagine]

La storia di Candido farebbe accapponare la pelle in un paese normale e civile. “Candido o del Porcile dell’Università italiana” passa e passerà quasi inosservato nella consuetudine accademica italiana. Non si riuscirà a trovare un Ateneo dello stivale che non abbia avuto un Candido. Certo, la storia qui descritta risulterà particolarmente fastidiosa e drammaticamente porta alla luce del sole una reale abitudine italiana. La vicenda è ben raccontata da Ernesto Parlachiaro, pseudonimo sotto cui si nasconde un amico professore del protagonista, in forma di fiaba “animalesca”, dove solo i nomi sono fittizi, mentre l’olezzo accademico è quello che tutti gli studenti universitari annusano per anni. Candido riuscirà, con le sue vicissitudini, a strapparvi un sorriso. Amaro.

Carta – Cantieri sociali


Flavio Giurato – IL TUFFATORE

Un disco e un libro. Questo è “Il Tuffatore, racconti e opinioni su Flavio Giurato” A realizzarlo è la casa editrice No Replay con la neonata collana Contagi. Diciotto racconti ispirati a Flavio Giurato e scritti da altrettanti autori di spicco come Aldo Nove e Tiziano Scarpa, Paolo Nori, o il giornalista Antonio Dipollina per citarne solo alcuni. Ma chi è Flavio Giurato? Un raffinato cantautore che ha pubblicato 3 album tra il ’78 e l’84 e che poi ha deciso di uscire fuori dalla scena musicale continuando però a coltivare con rare esibizioni il piacere di suonare. Il cd allegato raccoglie tredici trecce registrate dal vivo in cui si riesce subito ad apprezzarlo. Chitarra, voce e la magia delle sua musica. Nulla più. Un bell’esempio di come narrativa e musica si possono amalgamare per confondersi l’una nell’altra.

Carta – cantieri sociali



Rocco Rossitto

Ho avuto quarant'anni ma poi ho smesso. Questo è il mio sito ;-)

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