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Catania: è fatta a mano?

Catania: è fatta a mano?
2 Maggio 2011 Rocco Rossitto

Riporto qui una mia “corrispondenza” pubblicata lo scorso 23 aprile su D – inserto settimanale de La Repubblica. E’ possibile sfogliare il pdf del numero 739: in questo caso andate fino a pagina 120 per vedere l’articolo. Oppure potete leggere il testo su D-Memory. Infine, se volete conservare il pdf, vi basta cliccare qui.

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C’è una scena, ancora poco nota, che tra botteghe, uffici e spazi più grandi è in attesa di emergere. È la Catania handmade, che a poco a poco sta acquistando coscienza di sé e riesce perfino a esportare i pezzi migliori. Giulia Pappalardo, un background da graphic design, ha dato forma e sostanza alle sue creazioni scegliendo un nome bizzarro: Cose UAU, hand-made in Sicily with love (coseuau.com). UAU sta per utili, anarchiche, uniche. “La parola design”, spiega Giulia, “mi fa orrore nell’abuso che se ne fa oggi: le mie sono cose”. Tutti pezzi unici fatti a mano, dai pouf alle borse, agli accessori, all’abbigliamento. Si trovano a Catania, certo, ma anche in altri punti vendita sparsi per l’Italia. E Pappalardo non è l’unica. Andrea Gangi, dopo gli studi allo IED di Milano, ha aperto da qualche anno Ibridi Shop (ibridi.it). In poco tempo è diventato un riferimento in città e le sue spille vanno a ruba. “La S/S Collection 2011”, racconta Andrea, “ha origine dall’eleganza, dalla semplicità e dall’ironia di un mood rétro anni 50”. Yuki, ispirato alla figura leggendaria di Yuki-onna, la Signora delle Nevi giapponese, è il nome scelto da Suellen Sfragaro, 26 anni, “educatrice in cerca di lavoro”, per la sua linea di creazioni. Vende soprattutto su internet e nel negozio dei genitori di un’amica. Le sue sono micro produzioni, fatte in pasta termoindurente, una sorta di creta da cuocere a basse temperature senza bisogno di un forno professionale. Andrea e Noemi Finocchiaro con Decora Design Series (decoradesignseries.it) creano arredi e accessori: sedute a forma di pala di fico d’India o i recenti cuscini in salsa sicula: Etna, di forma triangolare, e Mia e Tia, “me e te” del dialetto locale. Infine Utilis (utilis.it), di Elisabetta Censabella, che già da parecchi anni produce ed esporta. Oggetti, gadgets, complementi d’arredo, mobili e bijoux. Rocco Rossitto

 

 

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