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Mangia bene, lavora meglio – Myriam Sabolla

Mangia bene, lavora meglio – Myriam Sabolla
26 Aprile 2021 Rocco Rossitto

Myriam ho avuto il piacere di incontrarla di persona una volta sola, grazie a quella fonte inesauribile di connessioni che è Domitilla Ferrari. Ho poi quindi mantenuto con lei solo un contatto grazie a quanto pubblica in rete tra sito e canali social. Qualche giorno fa è uscito il suo libro e così, senza ancora leggerlo ammetto, le ho chiesto se potevo rivolgerle 3 domande (proprio sul libro) da cui poter trarre magari qualche piccolo input in attesa di poterlo leggere tutto.

Il libro si intitola Mangia bene, lavora meglio* ed è stato pubblicato dall’editore Cairo. Nel post di presentazione sul blog, scrive:

Per chi trascorre la pausa pranzo davanti al computer. Per chi pensa che la cucina vegetale sia difficile, e richieda troppo impegno. Per chi vuole variare le sue ricette, aggiungendo più ortaggi, cereali, legumi. Per chi, insomma, vuole cucinare e nutrirsi meglio, trasformando un dovere in un piacere.

E ancora (per continuare a dirla con parole sue):

AL SUO INTERNO TROVI

  • • Tutta la mia esperienza di cuoca e professional organizer in cucina, oltre che di smartworker da una vita
  • • 10 capitoli ricchi di consigli per organizzarsi meglio in cucina: dall’organizzazione dello spazio alla gestione del tempo, passando per la spesa sostenibile e funzionale.
  • • 200 pagine di idee e strumenti per vivere la cucina come una gioia e non come un’incombenza.
  • • 46 ricette facili, veloci e alla portata di tutti: una cucina inclusiva, che ha come obiettivo quello di rispettare le persone, le tradizioni e l’ambiente: tutte le ricette sono tutte prive di derivati animali.

Myriam, premettendo che a breve prenderò il libro: ci dai – intanto – uno spunto tra quelli presenti nei “10 capitoli ricchi di consigli”

Se dovessi dare un solo spunto tra tutti quelli presenti nel libro, direi sicuramente che c’è una parola chiave che può aiutarci e che può migliorare la nostra qualità della vita in cucina: è la consapevolezza. La consapevolezza è la base dell’organizzazione, dell’organizzazione personale, dell’organizzazione del lavoro e anche dell’organizzazione in cucina. Quindi, direi di partire proprio da un lavoro di consapevolezza su se stessi e sul modo in cui si impiega il proprio tempo in cucina, perché magari scopriamo che quello che ci porta via più tempo non è cucinare, ma è, ad esempio, organizzare la spesa, oppure, sistemare e rassettare dopo aver mangiato. Quindi, facendo un piccolo esercizio di time tracking, cioè tenere traccia del tempo che dedichiamo a ciascuna attività, e nel libro c’è proprio una scaletta che permette di farlo, possiamo capire dove possiamo migliorare e dove possiamo intervenire.

Uno strumento che nella cucina di una persona dalla vita piena non può mancare

Uno strumento che secondo me non può mancare nella cucina di una persona dalla vita piena e indaffarata è sicuramente il timer. Questo non è per aggiungere maggiore stress, anzi, ci toglie dal pensiero di dover tenere il tempo in altri modi e quindi possiamo cucinare e seguire le ricette senza dover essere per forza multitasking: abbiamo uno strumento che tiene il tempo per noi. Va benissimo anche il timer del cellulare, se abbiamo quello. Altrimenti, si possono comprare dei timer appositi; ma io direi di non stare a comprare cose in più, visto che già ne abbiamo molte. Questo vale un po’ per tutti, non solo per chi ha una vita indaffarata. Sempre a proposito di chi ha desiderio di migliorare un po’ le sue performance in cucina, suggerirei due cose fondamentali che sono: dei coltelli di qualità, ne bastano due per cominciare, e nel mio libro do dei consigli dettagliati per gli acquisti, e due o tre pentole di qualità, quelle che ci durano tutta la vita e che veramente possiamo poi magari passare ai nostri nipoti se le vorranno.

Il vegetale a cui hai dichiarato amore eterno

Il vegetale a cui ho dichiarato amore eterno è facilissimo, è la zucca, che io adoro in tutte le forme, in tutte le salse, in tutte le possibilità, che sono tantissime, in cui si può mangiare; perché si può mangiare dolce, nel pane, nelle torte, nelle zuppe, si può mangiare con la buccia, senza buccia, al forno, al vapore, insomma, è veramente un vegetale che costa pochissimo, che ha una resa pazzesca e che dà tantissima soddisfazione. Quindi, io da ottobre a marzo, più o meno, sono una persona molto felice perché ho a disposizione tantissimi tipi di zucche.


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