Ho sempre creduto, forse a torto, di essere un viaggiatore e mai un turista. Per tanti motivi: la tipologia di viaggio che facevo da bambino in famiglia nei campeggi di mezza Europa, i treni presi all’avventura per andare a sentire un concerto, le “vacanze” universitarie, la curiosità di conoscere al pari delle cose le persone che vivevano nei luoghi dove andavo.

Questo, a torto o a ragione, presupponeva un grado inferiore del “turista” e uno superiore del “viaggiatore”. Non so quanto sia vero, comunque avete capito la differenza poiché rientra in un cliché molto stereotipato dal quale non mi sono voluto sottrarre.

Ancora ora penso di essere un viaggiatore e avere questa attitudine: non mi interessa “andare in un posto” mi interessa conoscerlo, parlare con qualcuno, fare la vita del quartiere dove alloggio. Questo ha fatto sì che io riducessi il numero di viaggi a favore della durata. Il motivo è abbastanza evidente: mancanza di tempo e denaro. Non si riesce, secondo me, a vivere un posto per un weekend o per 3-4 giorni.

Dunque per me contano molto le persone che fanno parte di un posto, la vita che si può vivere, l’area che si può respirare: un momento lo vedi, un museo lo apprezzi, un luogo lo vivi e quindi non lo dimentichi. Così non dimenticherò Shoreditch, e Huxton Square a Londra molto facilmente: non hanno nulla di speciale, ma mi hanno cullato per settimane quando ho vissuto per un po’ nella City.

Allora un “posto” nei prossimi giorni sarà Firenze e a Firenze il Bto, Buy Turism On Line. Una due giorni a cui non ero mai andato, ma di cui ho sempre letto molto bene: su twitter, nei blog, in rete. Sono stato invitato a raccontare quel che succederà nei due giorni. Insieme a me un gruppeto di 10 persone (ecco qui la lista su twitter se vuoi già leggerli) che solo in piccolissima parte conoscevo.

In poco tempo, cosa di qualche giorno, abbiamo iniziato a seguirci su twitter, a scambiarci email, ad entrare soprattutto in contatto con l’organizzazione, che così ha motivato il nostro invito e relativa presenza: “Siete stati individuati proprio perché ciascuno di voi, col suo modo di scrivere, con i temi che segue, con le modalità di comunicazione, copre in qualche modo ambiti diversi. In altre parole, la composizione del gruppo è una linea editoriale.” Che è una cosa bellissima in un tempo in cui vieni invitato a raccontare qualcosa solo se hai un seguito in rete, un klout lungo, e quindi vieni considerato un (attenzione lo dico eh?) “influencer”.

Così, quel che ritenevo delle certezze, in parte si sono smontate: riuscirò a vivere quel “posto” anche se ci starò poco perché sono già in contatto con persone che quel “posto” lo conoscono o che comunque lo vivranno con me, con lo stesso spirito. Non so se questo “posto” mi piacerà, ma so già che riuscirò a viverlo. Il resto dipenderà dagli ospiti e da quel che diranno, e su questo ci confronteremo, con gli altri del gruppo, con quelli in sala e con quelli da casa che vorranno seguire e interagire in rete. Chi mi conosce lo sa: non mi sottraggo mai ad una critica, ad una frecciatina, ad una sfuriata: se seguo qualcosa di noioso lo twitto, se è interessante mi esalto e twitto ancora di più.

In definitiva: ci twittiamo al Bto?
L’hashtag da seguire è #BTO2012 ed è già molto attivo.

ps.

E non finisce qui, infatti giorno 1 dicembre sarò in veste di @igerscatania & @igerssicilia presente al primo Instameet Toscana. Occasione per  fare un Instameet, vedere una città da una prospettiva diversa e soprattutto rivedere gli amici della community di Instagramers Italia a cui non sto dando una mano per questo Instameet, ma a cui romperò le scatole con molto piacere. Se siete in città sabato potremmo pure incontrarci, no?

ps.2 (è l’ultimo giuro)

Al mio ritorno faccio partire il numero zero della mia newsletter: perché avrò un po’ di cose da raccontare. Iscriviti qui se vuoi (e poi dopo il numero zero puoi cancellarti se non ti piacerà).

 

 


Rocco Rossitto

Ho avuto quarant'anni ma poi ho smesso. Questo è il mio sito ;-)

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