Ogni anno il 5 gennaio andiamo da Giuseppe Fava ucciso dalla mafia, dai politici mafiosi, dall’imprenditoria mafiosa.

Ogni anno alle 17 andiamo alla lapide, in quella che era via dello Stadio e che ora è via Fava. Lo faremo, penso, finché potremo. Ma non sarà quello il momento in cui lo ricordiamo. Giuseppe Fava lo ricordi quando hai “il coraggio di lottare”, per il tuo orticello o per un ideale più grande.

Quando leggi un articolo colpevole di silenzio o quando uno che urla forte. Il 5 gennaio andiamo alla lapide per vederci un po’ in faccia, per capire quanto stiamo crescendo e per vedere quanto sono cresciuti loro che c’erano durante e che ci sono stati dopo.

Per vedere quelli che alla lapide non ci sono mai venuti. Insomma, noi e loro.

 

 

ps.
Con Luca Salici sono anni che diciamo di voler fare un libro con le nostre tesi di laurea, intanto abbiamo (grazie a Luca, non a me) messo su un blog che è lì ed è uno strumento di consultazione per avere una idea non solo di Giuseppe Fava, ma de I Siciliani. Insomma di “noi”.