A 720 metri sul livello del mare, Milo, in provincia di Catania, è il comune più alto del Parco dell’Etna. Sorge sul versante orientale del vulcano ed è circondato da boschi. Salendo di quota la natura inizia a perdere vita per far spazio ad un paesaggio sempre più lunare e magmatico. In questo scenario, dal 17 al 21 agosto, prenderà forma LUCE, la seconda edizione di Opera, un experience festival che usa la musica come collante naturale per intersecare territorio, saperi, sapori e relazioni. Si snoda tra concerti nell’anfiteatro, incontri in piazzetta, live set nei boschi e dj set in vigna. Questa è – infatti – una zona molto fertile per la produzione del vino e carica di energia. Non a caso qui Franco Battiato aveva fissato la sua dimora terrestre e a lui è stata dedicata la prima edizione.

Visto che la prima edizione me la sono persa e l’ho vissuta attraverso il racconto social di molte persone che conoscevo, ho chiesto ad Andrea Cavallaro, founder del festival, di rispondere a qualche mia domanda per saperne di più su questa edizione sperando di riuscire ad esserci.

Andrea, il titolo di questa seconda edizione è LUCE. Qual è la visione complessiva del festival e quella di questa edizione.

 LUCE è un termine carico di significati, che può assumere diverse sfaccettature in funzione dell’ambito da cui vogliamo analizzare il termine, filosofico, scientifico, religioso. Banalmente siamo partiti da una considerazione prettamente naturalistica che riflette il paesaggio di Milo, “I raggi del sole – scriviamo nel testo di presentazione –  che all’alba irradiano le colline di questo magico borgo donano ad esso una luce multiforme che esplode in tutta la sua bellezza nel contrasto di colori fra la terra dei suoi vigneti, i frutteti e l’opera dell’uomo che vive in armonia e con senso di profondo rispetto con la natura che lo circonda”.

Questa Luce da un lato è il risveglio, una percezione ultraterrena, un’altra dimensione: la quarta, quella spirituale e nello stesso tempo coincide anche con il quinto elemento, l’etere una materia eterna evanescente e fluida che circonda tutti i corpi la cui consistenza contingente è data dai quattro elementi tradizionali (terra, acqua, aria e fuoco).  Gli elementi naturali di questo territorio sono stati il punto di partenza, la Genesi, che ha ispirato il festival lo scorso anno e Luce e la sua naturale evoluzione. Il legame con la natura e la comunità sono alcuni degli elementi che vogliamo mettere in luce attraverso una direzione artistica che vuole esaltare la parte più autentica dei luoghi. Opera Festival vuole immaginare la Milo del Futuro e accendere la luce su questo piccolo borgo ai piedi dell’Etna per dare un nuovo punto di vista ai luoghi, gli spazi e la loro comprensione attraverso la musica e l’arte.
Ridare la vita ad un luogo attraverso le attività che in esso l’Associazione Musiculture porta avanti nel piccolo borgo significa ritornare all’essenza della materia e degli elementi naturali che il territorio ripropone nella sua potenza.  Dare nuova luce assume inevitabilmente un senso di speranza profonda per i giovani che vivono il senso di marginalità e di impotenza di fronte ai fenomeni socio-economici che inevitabilmente accompagnano luoghi isolati, dispersione ed esodo giovanile.

Presentaci la line up di quest’anno

Nel processo di creazione della line-up non abbiamo badato molto al conosciuto o meno, ma più al messaggio che l’artista porta con sé, la sua ricerca artistica e il momento della giornata, la luce, che meglio si sposa con la performance artistica.
Ci sono nomi più noti e fra questi Mykki Blanco, Soichi Terada, Ditonellapiaga, Roza Terenzi, Paula Tape, ma in generale sono tutti nomi di ricerca. Fra i nomi meno noti e che ci sorprenderanno la cantante francese Oklou, che di recente ha pubblicato un lavoro con Flume, dopo la collaborazione con Dua Lipa. Alina Pash uno fra i nomi meno conosciuti, data per vincitrice dell’Eurovision dai bookmaker che a causa del conflitto Russia-Ucraina ha dovuto rinunciare a partecipare alla manifestazione e farà il suo debutto italiano ad Opera Festival. La band olandese Yin Yin, i Dov’ è Liana che stanno conquistando il pubblico italiano ed ancora il ritorno di Blatta, dopo dieci anni di pausa del progetto che a breve pubblicherà il primo EP di questo nuovo ciclo.
Il concerto inaugurale di Opera 22 sarà affidato al live di Sky H1 e MIKA OKI, nomi che stanno conquistando sempre maggiori consensi a livello europeo e sarà una performance immersiva all’interno di un bosco che abbiamo deciso di regalare gratuitamente ai nostri fans. Ed ancora lo show di NZIRIA ed Andrea Belfi che abbiamo fortemente voluto ad Opera. Anche la parte clubbing siamo sicuri che darà grandi soddisfazioni con Bosconi, Jossy Mitzu, Reptant, La Bek e Giammarco Orsini.

L’anno scorso avete avuto varie location, alcune dentro i boschi di Milo: quest’anno?

Si, il festival lo scorso anno si è sviluppato su diverse location diffuse sul territorio di Milo, con specifiche attività all’interno di alcune aree naturalistiche di grande pregio e bellezza. Per quest’anno abbiamo deciso di confermare l’impianto strutturale dello scorso anno, cercando di esaltare il legame con la parte naturalistica del territorio milese. Oltre alle location del Teatro Lucio Dalla “main-stage della manifestazione” e dell’Antico Mulino, abbiamo confermato i 2 progetti speciali: Etna Morning, il concerto all’alba dai vigneti dell’Azienda vinicola “I Vigneri 1435” ed il concerto all’Ilice di Carinu, con un secret guest che annunceremo a ridosso della data.
La grande novità di quest’anno sarà l’ODAR, che sarà l’Head quarter del team di Opera. Una struttura immersa nel bosco all’interno della quale sarà possibile campeggiare, nella quale ci sarà uno stage che abbiamo chiamato “Ballroom” che ospiterà gli acts diurni del programma, attività di Yoga e Meditazione.  Ed infine ci saranno due night.

Opera è un festival contaminato: qual è la sua identità musicale?

Bella domanda. Contaminato mi piace molto come definizione e sono contento sia arrivato questo messaggio.
L’identità musicale di Opera la stiamo costruendo giorno dopo giorno e credo che quest’anno sia molto più evidente rispetto alla scorsa edizione in cui la direzione artistica è rimasta imbrigliata tra la necessità di rispettare regole di distanziamento e l’impossibilità di ballare.
Pop, elettronica e sperimentazione, credo che questi siano i tre pilastri su cui abbiamo ideato la line-up di quest’anno e su cui lavoreremo nel prossimo futuro, ma in generale non vogliamo rimanere imbrigliati sul discorso di genere musicale, ma costruire un’identità che ci consenta di dialogare con diverse proposte artistiche.

Chiudiamo con i progetti paralleli: Opera Series e Sicilia Futuro

Con Opera Series abbiamo appena pubblicato il 3° episodio con Ginevra Nervi, registrato alla Grotta della Neve. Durante il festival registreremo un nuovo episodio in cui per la prima volta sarà presente il pubblico. Il progetto è nato in piena pandemia ed è stato concepito come un viaggio immersivo all’interno di scenari e paesaggi siciliani. L’idea è di evolvere in un’esperienza ibrida, digitale e live. Lo abbiamo fatto a fine maggio con un primo esperimento su Catania ai Mercati GeneraliSicilia Futuro è un progetto che evolverà in Etna Sonica, una serie di mixtape a cadenza quindicinale e/o mensile con un partner Radio che a breve annunceremo. Sarà una piattaforma in cui la comunità, i fans, gli artisti potranno condividere e ascoltare musica.


Nota: le foto di questo post sono prese da Operafestival.net