Shinji guarda Phillip e risponde: Puoi stare qui cento anni e avere più domande che risposte”. Phillip aveva appena detto che viveva a Tokyo da sette anni.

Shinji è il proprietario di un’azienda che offre familiari o figure relazionali a noleggio per rispondere a esigenze sociali, familiari o lavorative. Questo tipo di aziende esiste veramente in Giappone.

Phillip Vandarploeug, interpretato magistralmente da Brendan Fraser, è un attore americano che vive a Tokyo e in un momento non felice della propria carriera cerca di sbarcare il lunario come può.

In un altro momento del film si sente dire da Kikuo Hasegawa, un famoso e anziano attore in pensione che “Sei solo un Gaijin e non capirai mai come funzionano le cose qui”.

Gaijin è una parola giapponese per indicare “lo straniero” con accezione negativa, un modo per sottolineare l’impenetrabilità della cultura giapponese.

 

Questa impossibilità di comprendere è palpabile lungo tutto il film, ma lo è anche quando per la prima volta (e probabilmente anche per le volte successive) un occidentale mette piede in Giappone. Una sensazione appagante e frustrante allo stesso tempo.

Attraverso i suoi personaggi (che non sono solo questi citati fin qui) il film affronta temi come la costruzione dell’identità, il peso delle aspettative collettive e il bisogno di appartenenza in una grande metropoli contemporanea, come Tokyo, che ha alcuni tratti comuni a quelle occidentali, ma ne ha in larga parte alcuni che sono esclusivamente nipponici.


Un racconto concentrato sulle dinamiche relazionali, evitando toni sensazionalistici e privilegiando uno sguardo sobrio e attento alle sfumature emotive


In questo scenario si inserisce una riflessione sul confine tra rappresentazione e autenticità, sulla solitudine urbana e sulla possibilità di creare legami che, pur nascendo da un contratto, finiscono per interrogare emozioni reali.

La regista Hikari costruisce un racconto concentrato sulle dinamiche relazionali, evitando toni sensazionalistici e privilegiando uno sguardo sobrio e attento alle sfumature emotive. Mescola uno sguardo prettamente giapponese a uno più “nostro” per permetterci di digerire almeno un po’ un altrove che da Gaijin non riusciremo mai a comprendere. Purtroppo.


Rental Family – Nelle Vite degli Altri
103 minuti – Dramedy – Stati Uniti / Giappone – 19 Febbraio 2026
Regia di HIKARI (Mitsuyo Miyazaki)


Rocco Rossitto

Ho avuto quarant'anni ma poi ho smesso. Questo è il mio sito ;-)

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