Sono nato scettico, probabilmente. O forse c’è stata un’età dell’innocenza in cui non lo ero: no, non c’è stata, non a mia memoria. Portando il dubbio sempre con me per molto tempo, tra le altre cose, ho preferito non comprare on line. Un paradosso certo visto il lavoro che faccio, ma chiaramente sono andato per gradi. Penso che i biglietti aerei siano state le cose che ho comprato con più facilità all’inizio, ma ho sempre preferito i siti delle compagnie ad altre soluzioni possibili.

In generale ho sempre seguito (e in parte continuo a farlo) questo ragionamento: più grande è la piattaforma, meno sarà l’eventuale fregatura. Per non parlare del come ho comprato: ho avuto una, anzi due, gloriose PostePay che andavo a ricaricare di volta in volta, senza mai attivare carte di credito sul conto e via dicendo. Insomma, scettico su tutta la linea.

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Adesso è passata un po’ d’acqua sotto i ponti: preferisco ancora comprare sui siti delle grandi compagnie aeree e come molti continuo a considerare Amazon un punto di riferimento, per tanti, tantissimi motivi evidentemente. Nel tempo però ho, per fortuna mia, abbassato un po’ le barriere create dal mio scetticismo comprando anche in piccoli ecommerce. I libri, ad esempio, non li prendo quasi più su Amazon.

Un esempio? Dopo anni di onorato servizio sul mio MacBookPro 13” ho finalmente preso di recente uno schermo 24” con cui vedo tutto più grande quando non lavoro in mobilità. L’ho preso in un negozio online a me sconosciuto, nonostante avesse un sito esteticamente obsoleto. Aveva un prezzo imbattibile e si sa che il prezzo è sempre un driver importante. E poi un amico aveva comprato lì e mi aveva detto di non aver avuto problemi. Il passa parola, al solito.

Ci sono poi settori merceologici che ho ignorato tantissimo, soprattutto perché a me sconosciuti e non trovando riscontri prevale sempre lo scettico che è in me. Ho ben presente che questa è una limitazione per me: potrei trovare prodotti e offerte che adesso a priori ignoro e scarto.

Così, quando Paolo Ratto mi ha raccontato di ShoppingVerify ho trovato l’idea di base giusta e giustissima. In due parole: il TripAdvisor degli ecommerce. C’era già qualcosa di simile in Italia? Non lo so, onestamente. Ma io non lo conoscevo.

Certo, come per TripAdvisor, potrebbe esserci dei problemi, tipo: come monitizza ShoppingVerify? Al momento (e credo anche in futuro) non monetizza.

ShoppingVerify è un progetto no-profit realizzato dalla Casa del Consumatore: nessun rapporto commerciale con le aziende presenti, non promuove le vendite, non ha interessi a favorire una o altra azienda. Non permette sponsorizzazioni, non fa del business intorno a questo progetto insomma.

Quindi dentro ci trovi schede degli ecommerce, voti e recensioni. Per il resto ci si difende come con tutte le recensioni on line: bisogna imparare a leggerle, a valutare, a verificare il numero di recensioni e così via.

Il progetto è agli inizi e quindi più crescerà e più sarà credibile. Uno strumento soprattutto utile ai piccoli ecommerce che a differenza dei grandi player soffrono proprio di “credibilità” non perché lo siano di meno in sé ma proprio per le dimensioni e le notorietà.

Infine: Paolo e la sua TWOW hanno pure fatto una infografica su questo discorso qui del comprare on line, per capirci. Buona lettura.

Infografica_ecommerce_ShoppingVerify