Chi mi conosce lo sa. Sono responsabile. Qualcuno l’ha capito negli anni, qualcun altro l’ha scoperto chiedendomi “un pezzo” impossibile (per la tempistica) è l’ha ricevuto in tempo comunque. Altri ancora quando ricevevano “le cose” in tempo quand’ero dall’altra parte del mondo. C’era chi poi sapeva che in quel momento sarei potuto esserlo, anche se non “responsabile“. E poi c’era chi invece ha preferito, per anni, che le cose non mutassero. Con altri ci siamo fatti il nostro e quindi era facile esserlo, non sulla carta, ma di fatto.

Eccomi dunque “responsabile” di fatto, questa volta. Direttore Responsabile di Congusto Mag. E’ un trimestrale legato al network di scuole di cucina Congusto, con sedi a Milano, Catania e l’ultima arrivata Roma. Ha 32 pagine, e viene distribuito gratuitamente. A gennaio sarà pronto e stampato, ed è una piccola, ma importante sfida che ho raccolto con piacere, orgoglio e soddisfazione. Ognuno guarda l’orizzonte dal suo punto di vista. Questo è chiaramente solo l’inizio. Come sempre in questi ultimi 9/10 anni. E soprattutto continuo ad essere un semplice redattore, nelle altre collaborazioni in corso. Non cambia nulla. Sto solo camminando, non sono fermo.

Il mestiere, quel poco che conosco, l’ho imparato e continuo ad imparlo osservando e “sporcandomi” le mani, correggendo gli errori e riscrivendo i “pezzi” quasi sempre, almeno una volta, ma spesso e volentieri anche due. Anche tre. E questo lo devo ad un direttore, che non si è mai voluto fare chiamare direttore, ma semplicemente Riccardo. Per quel che ho potuto l’ho seguito dal vivo, per il resto continuo a distanza, senza neanche dirglielo troppo. Purtroppo.

Qualche anno fa, un altro giornalista che stimo molto, si chiamava Enrico, mi raccontò di come una volta fu “declassato” ad un settore minore (nel sentire comune). Le virgolette, mi spiegò, indicano che in realtà non ci fu nessun declassamento, che quando uno fa il giornalista lo deve fare bene a prescindere dal “settore” e dal ruolo che ricopre. Che è il mestiere in se che conta.

Per cui oggi è un magazine sulla cultura contemporanea della cucina, domani magari sarà su un’altra cosa. L’importante è il mestiere, come fossi un calzolaio o un falegname.


Rocco Rossitto

Ho avuto quarant'anni ma poi ho smesso. Questo è il mio sito ;-)

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